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Ristori "insignificanti", la crisi morde settore abbigliamento: "Fateci aprire per Pasqua"

L'appello di Federmoda Rimini che ricorda: nel 2020 chiusi 48 negozi di vestiti e calzature nel riminese

Attualità Rimini | 14:15 - 23 Marzo 2021 Negozio di abbigliamento (foto di repertorio) Negozio di abbigliamento (foto di repertorio).

Riaprire i negozi di abbigliamento e di calzature prima di Pasqua in tutta la Provincia di Rimini. E' la richiesta di Gianmaria Zanzini, presidente Federmoda Confcommercio Rimini, per provare a invertire la rotta in un 2021 in cui la crisi economica, conseguenza della pandemia, mette a dura prova la tenuta del tessuto economico-sociale riminese. Zanzini evidenzia: "Non si comprende il motivo per il quale negozi di abbigliamento e calzature debbano essere compresi tra le poche attività costrette alla chiusura per decreto, nonostante gli investimenti per l'applicazione dei protocolli di sicurezza anti contagio". Il n.1 della Federmoda riminese è critico verso i ristori economici varati dal governo Draghi: "cifre che vanno dall' 1,7% al 5% rispetto alla perdita di fatturato", questo, evidenzia Zanzini, "significa che chi ad esempio nel 2020, rispetto al 2019, ha perso 40 mila euro percepirà 2 mila euro".

Un sostegno economico "irrilevante e insignificante" per Zanzini, che cita i dati della Camera di Commercio Romagna per il 2020, riguardanti il territorio riminese: 269 attività cessate, a fronte di 95 iscrizioni; chiusi 48 negozi nel settore calzature e abbigliamento. Federmoda chiede "un sostegno immediato, reale, congruo e proporzionato alle effettive perdite, soprattutto slegato dalla soglia minima del 30% del fatturato, perché i prodotti di moda seguono le tendenze delle stagioni stilistiche e quindi sono soggetti a rapidissima svalutazione". In conclusione, commenta Zanzini, "abbiamo bisogno di supporto economico a fondo perduto e di un facile accesso al credito, ma in realtà quello che vorremmo è potere tornare ad aprire i nostri negozi".


 

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