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Giovani fidanzati diventano allevatori di lumache: la storia di Lorenzo e Amanda

I due riccionesi hanno chiesto al comune il riconoscimento di attività agricola per partecipare al bando regionale

Attualità Riccione | 14:41 - 18 Marzo 2021 Lorenzo e Amanda Lorenzo e Amanda.


Lorenzo Matteini e Amanda Balzi, due giovani imprenditori allevatori di lumache, hanno chiesto al Comune di Riccione il riconoscimento dell'attività come assimilabile alla coltivazione agricola, in modo da poter accedere al bando della Regione Emilia Romagna per i finanziamenti di settore. L'ufficio Suap, dopo una veloce istruttoria, ha risposto affermativamente e così il Comune di Riccione, risulta tra i primi Enti a riconoscere un'attività particolare come quella dell'allevamento delle lumache. "Ora questa documentazione la presenteremo in Regione", racconta Lorenzo, che insieme alla fidanzata Amanda due anni fa, precisamente il 19 marzo del 2019, ha iniziato l'attività nel campo di famiglia, nel quartiere di San Lorenzo a Riccione.

Lorenzo 28 anni, Amanda 26, sono due giovani chimici industriali che alla fine del percorso di studi si sono interrogati su cosa fare nella vita e col campo agricolo. "Poi l'idea un po' particolare di mio fratello, ma che ci sta dando molte soddisfazione - racconta - siamo partiti piano con pochi recinti dove piantiamo cicoria, bietola e cavolo che creano l'habitat naturale per le circa 6000 chiocciole, ma ora vorremmo aumentare l'allevamento accedendo ai fondi regionali, ma la Regione al momento non riconosce questa attività nelle tabelle di allevamento, ma secondo noi l'attività è assimilabile a quella della coltivazione di ortaggi. Ora che il Comune ha riconosciuto la nostra attività il passo successivo sarà quello di partecipare al bando di finanziamento a fondo perduto!".

La bava di lumaca, nonostante sia un ingrediente antico di tanti rimedi casalinghi visto che si parla delle comuni lumache che possiamo trovare in molti giardini, sta diventando uno degli ingredienti più ricercati e naturali delle cosmetica internazionale. "Noi lavoriamo con una grossa ditta produttrice a livello nazionale - conclude Lorenzo - ma stiamo crescendo. Inoltre la nostra attività viene esercitata in modo non intensivo, comporta un impatto ambientale molto basso e il consumo di acqua è quello strettamente necessario alla coltivazione orticola stessa". 

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