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Disturbi comportamento alimentare, giovani più a rischio

Anoressia e bulimia colpiscono adolescenti e anche bambini

Sanità Emilia Romagna | 07:50 - 14 Marzo 2021 Una giovane donna con disturbo alimentare Una giovane donna con disturbo alimentare.

Coloriamoci di lilla”, perchè non vengano meno l'impegno e la consapevolezza nei confronti delle problematiche legate ai disturbi dell'alimentazione, come anoressia e bulimia. È l'invito della Giornata nazionale del Fiocchetto Lilla, in calendario lunedì 15 marzo: un'occasione per riflettere su una tipologia di problemi sempre più presenti tra giovani e giovanissimi e che coinvolgono inevitabilmente, oltre a ragazze e ragazzi, le loro famiglie. Nel 2019 in Emilia-Romagna, da Piacenza a Rimini, sono stati più di 1.800 i pazienti - alcuni dei quali molto giovani - presi in carico per disturbi del comportamento alimentare, oltre il 90% donne. Un tema su cui la Regione, con il suo servizio sanitario, è impegnata da tempo, con equipe interdisciplinari di professionisti presenti in ogni territorio provinciale, e un lavoro di rete con i centri di cura specializzati, le associazioni di volontariato e naturalmente le famiglie. "Contrastare il disagio, il senso di abbandono e di solitudine che queste problematiche portano con sé: la qualità di una sanità si misura anche sulla sua capacità di rispondere a tematiche di questo tipo, lavorando sulla prevenzione e sulla presa in carico tempestiva delle singole situazioni, quando si presentano" sottolinea l'assessore regionale alle Politiche per la salute, Raffaele Donini.

Nel 2019 sono stati 1.843 i pazienti presi in carico per disturbi del comportamento alimentare, tra Centri di salute mentale (1.481) e Neuropsichiatrie dell'infanzia e dell'adolescenza (362). Sul totale, 1.671 (vale a dire il 90,7%), è di sesso femminile, mentre i maschi sono 172 (il 9,3 %). Per quanto riguarda le fasce d'età, i tre quarti di questi pazienti (1.410, pari al 76,5%) vanno dai 14 ai 45 anni; quasi un terzo (565, il 30,7%) si concentra nella fascia d'età tra i 18 e i 25 anni: i cosiddetti “sette anni neri” dei disturbi alimentari. Alcune situazioni diventano cosi' gravi da richiedere il ricovero ospedaliero: circa 500 l'anno. 

Importante è il ruolo del nutrizionista nella prevenzione primaria di questi disturbi, correggendo sul nascere le abitudini alimentari errate e frenando l’insorgenza della malattia. Altro aspetto sul quale può intervenire è la prevenzione secondaria (diagnosi precoce), indirizzando il paziente o i familiari verso un percorso terapeutico corretto attraverso una corretta educazione alimentare.

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