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Venditrice a processo per magliette contraffatte di squadre di calcio

La linea difensiva tende a evidenziare che il materiale sequestrato sia stato venduto in buona fede

Cronaca Bellaria Igea Marina | 06:59 - 14 Marzo 2021 Foto di repertorio Foto di repertorio.


Nel luglio 2017 la Guardia di Finanza di Rimini diede esecuzione ad un'operazione finalizzata al contrasto della vendita di capi di abbigliamento e accessori con marchi contraffatti, effettuando sequestri in diverse attività del lungomare di Rimini e Bellaria Igea Marina. Nei guai finì anche una 45enne di nazionalità cinese, titolare di un magazzino a Bellaria Igea Marina, a cui fu sequestrata una partita di 252 magliette di squadre da calcio non originali.  La donna, difesa dall'avvocato Paolo Ghiselli, oggi è a processo con le accuse di contraffazione e ricettazione, per aver messo in vendita quelle magliette, palesi imitazioni delle divise originali, che si presuppone oggetto di reato (la contraffazione, appunto). La linea difensiva tende a evidenziare che il materiale sequestrato sia stato venduto in buona fede, dopo essere stato acquistato, con regolari fatture, da una ditta di Rimini, e che è impossibile ingannare l'acquirente. In primis, per l'etichetta con l'avvertenza sulla non conformità del prodotto a quello originale, etichette che non costituivano riproduzioni di quelle degli sponsor tecnici calcistici; in secondo luogo per il prezzo molto basso, a indicare che non si poteva trattare di materiale originale. Il processo è stato aggiornato al prossimo 3 settembre: nell'udienza sarà sentita la donna, affiancata da un interprete, concesso su richiesta della difesa, visto che l'imputata non parla correttamente l'italiano. 

 

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