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Rimini Calcio, il ds Andrea Maniero: 'Ho parlato al telefono con Rota, questo club per me è il top'

'Il presidente ha passione, i tifosi se lo tengano stretto. Il budget? Sono certo: si può fare un bel lavoro'

| 14:12 - 12 Marzo 2021

Quale sarà il futuro del Rimini Calcio? Ci sarà ancora Alfredo Rota al comando magari affiancato da un altro socio oppure subentrerà una nuova proprietà? Solo il tempo lo dirà. Intanto il presidente biancorosso si sta muovendo per non farsi trovare spiazzato nel caso in cui sia lui a comandare a 360 gradi.

La prima mossa è il direttore sportivo. E' noto che Rota è rimasto in buoni rapporti con Alfio Pelliccioni e tra messaggi e telefonate il loro feeling in questi mesi è rimasto aperto. Pensare, però, ad un ritorno al Rimini di Pelliccioni, ritornato nel frattempo al Monopoli (serie C1), è in questo momento impossibile.

E allora Rota sta sondando altre direttori sportivi. In cima alla lista, c'è Andrea Maniero, classe 1974, una lunga carriera di calciatore (era un attaccante) in serie C1 e C2 (Padova, Portogruaro e San Marino alcune delle sue tappe) e apprezzato direttore sportivo: in serie D con l'Abano Terme sconfitta nella finale playoff con la Triestina, secondo posto col Matelica (fu promosso il Pesaro) dopo aver condotto fin quasi alla fine della stagione, promozione in C col Campodarsego che poi non si è iscritto, in precedenza vittoria del campionato di Eccellenza con la Luparense. Insomma, un direttore sportivo emergente. La sua candidatura è fortemente caldeggiata dal dg Antonello Sammarco con cui ha un forte rapporto di stima dai tempi del San Marino.

Andrea Maniero, è vero che si è incontrato col presidente Rota?

“Non ci siamo visti di persona, i problemi logistici di questi tempi non lo hanno permesso. Spero di farlo presto. Ho avuto con lui una lunga chiacchierata al telefono a 360 gradi tempo fa e abbiamo scoperto di avere amici comuni anche qui nel Padovano. Un modo per conoscerci ”.

Che impressione ha tratto?

“Ne ho ricavato l'impressione di un imprenditore appassionato, deluso da una stagione che sta regalando poche soddisfazioni sul piano sportivo, difficile da gestire per il problema della pandemia che ha acuito i problemi di tutti i club: nessun incasso, zero o quasi sponsor. In più ci sono le critiche dei tifosi che i social purtroppo alimentano. Però vi assicuro che Rota è innamorato del Rimini e della sua città. I tifosi devono ringraziarlo per quanto sta facendo e farebbero bene tenerselo stretto perchè di personaggi così nel calcio se ne trovano sempre meno. Rota avrebbe bisogno di avere qualche soddisfazione, di avere persone vicino con cui condividere gioie e dolori”.

Lei è tornato al Campodarsego da qualche mese.

“Sì, da dicembre. Il presidente mi ha chiesto di dargli una mano e non mi sono tirato indietro vista la situazione complicata del club tra infortuni e problemi legati al Covid”.
La sua ambizione qual è?

“Il mio mestiere è questo e cerco di trovare il club in cui puoi svolgerlo al meglio, magari salire di categoria. Ho contatti con almeno un paio club di serie D che hanno l'ambizione di tentare il salto di categoria. Sono sincero: il Rimini per me sarebbe il top, tra l'altro quando giocavo a San Marino – in due fasi, dal 2002 al 2004 con mister Morgia e Regno e guarda caso il ds era Alfio Pelliccioni che poi ebbe Maniero anche al Portogruaro – abitavo a Rimini e dunque conosco anche se di riflesso la realtà. In relazione al budget indicato da Rota si potrebbe fare un buon lavoro. E poi non è detto che spendere tanto sia sinonimo di successo. Con l'Abano, ad esempio, siamo andati in finale playoff contro la Triestina, il Campodarsego promosso in C aveva un budget inferiore ad altri club del girone”.

Sa se Rota ha contatti con altri direttori sportivi?

“Dovere chiedere a lui. Ritengo di sì, parlerà con più persone per farsi una idea ancora migliore”.

Stefano Ferri

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