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Rimini: i furbetti del reddito di cittadinanza, tra i falsi poveri anche una 90enne

Quattro persone denunciate: percepivano illecitamente il reddito di cittadinanza

Cronaca Rimini | 12:19 - 12 Marzo 2021 Guardia di Finanza di Rimini al lavoro Guardia di Finanza di Rimini al lavoro.

Novantenne riminese aveva un'assicurazione sulla vita di 900 mila euro e percepiva il reddito di cittadinanza. Assieme a lei la Guardia di Finanza ha denunciato altre tre persone che beneficiavano della stessa misura di sostegno. Le indagini sono partite dall'operazione “Spill Out” in collaborazione con l'Inps. La novantenne risultava indigente e con un Isee basso, era invece titolare di un'assicurazione sulla vita milionaria non dichiarata all'Inps. Altre due persone avevano quote in società di capitali, nel settore immobiliare e di produzioni cinematografiche in provincia di Pesaro-Urbino e Roma. Il quarto denunciato è un pluripregiudicato  residente a Rimini, che beneficiava del reddito di cittadinanza nonostante fosse sottoposto a misura cautelare in carcere.
I quattro sono stati denunciati all'autorità giudiziaria e segnalati all'Inps. Hanno percepito circa 23mila euro illecitamente. Sono in corso altri accertamenti per capire se, negli anni passati, hanno percepito indebitamente altre prestazioni sociali.

L’operazione “Spill out” del Gruppo della Guardia di Finanza di Rimini ha consentito complessivamente di denunciare 22 persone perché percepivano indebitamente il reddito di cittadinanza e di recuperare somme indebitamente erogate, per un totale di oltre 113.000 Euro. 

In questo periodo, caratterizzato da una diffusa richiesta di sovvenzioni pubbliche per sopperire alle difficoltà determinate dalla pandemia” si legge nella nota delle Fiamme Giallel’attività della Guardia di Finanza ancor di più pone tra gli obiettivi prioritari della sua azione di polizia economico-finanziaria il contrasto ai comportamenti illeciti ed alle frodi perpetrate a danno della spesa pubblica, mirando a garantire l’effettivo sostegno alle fasce più deboli della popolazione ed evitando il dispendio di risorse a beneficio di soggetti non aventi diritto.”

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