Lunedė 12 Aprile04:17:27
Android
 | 
iOs
 | 
Mobile

Vaccini, Rimini 'trascurata'? Vicesindaco: "Da noi tempi più dilatati"

Gloria Lisi chiede un cambio di passo per il nostro territorio e più vaccini per le zone rosse

Attualità Rimini | 13:32 - 09 Marzo 2021 Anziana vaccinata all'hub di Rimini Fiera Anziana vaccinata all'hub di Rimini Fiera.


Dare priorità alle zone rosse, quelle più colpite dalla crescita di contagi in questa fase della pandemia. L'idea è al vaglio anche del governo, che vorrebbe riservare una quota del 2% di dosi di vaccino per le aree più esposte alla pandemia. Tra esse il riminese, che ha superato i 300 casi giornalieri. Sul fatto che il territorio riminese sia stato in parte trascurato, benché sia da marzo 2020 tra i più colpiti dalla pandemia, arriva la conferma del vicesindaco di Rimini, Gloria Lisi: in regione, riporta la Lisi, "contrariamente a ciò che è previsto dalle disposizioni ministeriali, il personale amministrativo carcerario di Rimini è stato escluso da questa fase di vaccinazioni, situazione che non si è verificata invece a Forlì, a Ravenna e in generale nel resto dell'Emilia Romagna". Nel dettaglio, solo a Rimini, in zona rossa, il personale del carcere non è stato vaccinato: "Una situazione che allarma gli operatori, ben consapevoli di cosa significherebbe l'esplosione di un focolaio all'interno della struttura penitenziaria e che è sentinella di qualcosa che non funziona perfettamente nell'ingranaggio e che va corretto". Ma quello del personale carcerario non è l'unico esempio: "penso ai farmacisti titolari o dipendenti di parafarmacie o ai rallentamenti che sono stati riscontrati nella procedura di vaccinazione del personale di strutture sanitarie private che, soprattutto nella prima fase della pandemia, hanno dato un contributo chiave per la tenuta del sistema sanitario".

Il vicesindaco evidenzia dunque "una palese contraddizione tra la dilatazione dei tempi che registriamo a Rimini e quanto invece detterebbe la logica: intervenire in maniera più rapida e più capillare laddove il virus colpisce con maggiore violenza".  Non basta dunque la campagna vaccinale di massa per aprile: "dobbiamo pensare anche ad un cambio di passo, radicale, per Rimini".  

 

< Articolo precedente Articolo successivo >