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Antenne Palacongressi, incontro con i residenti: ecco come è andata

Nei giorni scorsi si è svolta una videoconferenza tra Assessore, Arpae, funzionari e rappresentanti del comitato contro le antenne

Attualità Rimini | 18:38 - 07 Marzo 2021 Le antenne sul Palacongressi Le antenne sul Palacongressi.

Nei giorni scorsi (2 marzo) si è svolta la videoconferenza tra l’Assessore all’Ambiente Anna Montini la dirigente di Arpae Patrizia Lucialli, funzionari dell’Assessorato e i rappresentanti del comitato contro le antenne del Palacongressi l’Astronave che Fuma. Secondo i rappresentanti del comitato c’è stata molta disponibilità da parte dell’Assessorato e di Arpae nell’ascoltare le richieste dei cittadini dell’area delle vie dei Pianeti e delle Costellazioni, che nei giorni scorsi si erano rivolti al Sindaco attraverso due petizioni presentate dai genitori dei bambini iscritti ai due Asili del quartiere.

Nel corso del video-incontro che si protratto per quasi due ore sono stati affrontati vari argomenti sulle tematiche delle antenne presenti a Rimini, in particolare sulle nuove installazioni di stazioni radio base che hanno fatto sorgere malcontento e nascere diversi comitati spontanei nella città. Come apparso di recente dalla stampa, vi sono state delle difficoltà riscontrate dall’Amministrazione Comunale riguardo la poca chiarezza delle attuali normative e l’applicazione del  proprio regolamento. 

Va detto che recentemente la Commissione Colao, istituita da governo Conte per indicare provvedimenti di rilancio per l’Italia, proponeva di innalzare i limiti elettromagnetici, anche in previsione dell’avvento del 5G. Tecnologia, quest’ultima che ha visto oltre 500 ordinanze varate da parte di Sindaci per impedirne l’installazione. L’Anci, ricorda il comitato, ha rifiutato la proposta di Colao, bollandola come “pulsione centralistica” che può causare “effetti indesiderati” aggravando gli attuali conflitti in atto. Nel contempo il CdM (Conte) approvava, col D.L. Semplificazioni, la modifica dell’Art. 8, 6° comma della legge quadro (L.36/2001) sull’inquinamento elettromagnetico introducendo per la prima volta la tutela dei c.d. “luoghi sensibili”. Un vero e proprio riconoscimento ai Comuni  della facoltà di pianificare le Srb, pur non consentendo loro di intervenire sulla modifica dei limiti di esposizione o emanare ordinanze per limitazioni di stazioni Srb in “aree generalizzate” del territorio. Prescrizioni, secondo il comitato, inutili perché già previste dal Codice delle comunicazioni elettroniche D.Lgs 259/2003 e dal DCPM 8/7/2003 a integrazione della legge 36/2001.

Il regolamento di telefonia mobile del Comune di Rimini prevedeva già la tutela dei luoghi sensibili. Da ora, pur non potendo intervenire sulla modifica dei limiti di esposizione, che spetta allo stato, i comuni avranno comunque la facoltà di regolamentare la localizzazione delle Srb nel proprio territorio, tutelando appunto i “luoghi sensibili”  (aree destinate ad attrezzature sanitarie, assistenziali e scolastiche).  Il regolamento di Rimini, sottolinea il comitato, potrà far valere da subito i propri obiettivi minimi, almeno riguardo alle aree di rispetto verso questi luoghi, anche se per altri aspetti, il regolamento riminese, secondo il comitato, presenta delle carenze strutturali che ne fanno ravvisare la necessità di un aggiornamento, soprattutto in previsione dell’arrivo di nuove tecnologie e altri gestori previsti sul mercato. Rimini,secondo il comitato, dovrà inizialmente fornirsi di una mappa adeguata, così detta ”zonizzazione” per applicare quindi le proprie regole. Ma nonostante questi limiti le attuali normative qualcosa riescono a fare.

Per l’ultima antenna installata sul Palacongressi era stata inizialmente richiesta dal gestore, in uno dei settori rivolti alle case, una potenza di 180 Watt, che Arpae e Ausl, applicando il regolamento hanno negato. Così il gestore per ottenere la concessione ha dovuto ridurre la potenza del 70%. Tale operazione evidenzia l’importanza di avere enti di controllo che funzionano, che sanno determinare e controllare i superamenti dei parametri di legge. Della stessa antenna però, gli esponenti del comitato, hanno ravvisato alcuni aspetti che sembrano non conformi agli attuali regolamenti, come la proiezione dei segnali dell’antenna verso un Asilo nido a poco più di 70 metri di distanza, mentre il regolamento ne prevede almeno 200, e la proiezione del campo elettrico alquanto elevata e ravvicinata verso alcune abitazioni. 

L’incontro si è concluso con la richiesta del comitato “l’Astronave che fuma” di orientare la cella Srb in una diversa direzione, priva di ostacoli, cella ora indirizzata verso l’Asilo e alcuni alti palazzi frontali. Questa modifica, sostengono quelli del comitato, consentirà a tutti i residenti del quartiere di ridurre in parte l’inquinamento elettromagnetico che è già notevole in zona. 
 

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