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Zona rossa, esponenti Lega contro Bonaccini: "Chiusure motivate da ipotesi e previsioni"

"Decisione intempestiva da rivedere", spiegano Elena Raffaelli, Matteo Montevecchi e Jacopo Morrone

Attualità Rimini | 14:00 - 06 Marzo 2021 Elena Raffaelli, assessore riccionese e deputata della Lega Elena Raffaelli, assessore riccionese e deputata della Lega.

Un duro attacco al governatore regionale Stefano Bonaccini arriva dai rappresentanti riminesi della Lega, Elena Raffaelli (deputato nonché assessore del comune di Riccione) e Matteo Montevecchi (consigliere regionale), in una nota congiunta con il segretario della Lega Romagna Jacopo Morrone. Nel mirino, Bonaccini, per la decisione di disporre la zona rossa per la Romagna. Per gli esponenti della Lega "il pugno di ferro non sembra avere giustificazioni, visto che amministratori pubblici e sanitari continuano a diffondere dati poco chiari e a parlare di probabili rischi, di eventuali emergenze". Per Raffaelli, Montevecchi e Morrone, "non si blocca  un intero territorio, non si chiudono scuole, asili, attività, non si penalizzano imprenditori e lavoratori su ipotesi, su previsioni". Ma la pressione sul sistema sanitario a causa dell'aumento dei contagi, a un anno dall'insorgere dell'epidemia, è frutto, secondo l'opinione dei tre rappresentanti del carroccio, dal mancato potenziamento della sanità da parte dell'amministrazione regionale, per cui, "l'unica strada individuata dalla Giunta regionale è quella delle chiusure e del lockdown, nonostante siano sempre più numerose le voci scientifiche contrarie a queste soluzioni considerate inutili".  

Raffaelli, Montevecchi e Morrone evidenziano le "centinaia di segnalazioni e proteste disperate da associazioni di categoria, imprenditori, partite Iva, lavoratori, esercenti, famiglie. La visione chiusurista e i messaggi terrorizzanti compromettono il presente e il futuro delle persone, in particolare dei giovani". Al governatore viene chiesto di rivedere "questa decisione intempestiva e lasci vivere e lavorare la comunità romagnola, pur prevedendo l’osservanza responsabile dei protocolli di sicurezza sanitaria".



 

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