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Asilo abusivo: associazione sportiva respinge le accuse. "Solo attività all'aria aperta"

"Ci adattiamo alla normativa di settore, non dobbiamo seguire quella delle scuole"

Attualità Rimini | 14:27 - 27 Febbraio 2021 Foto di repertorio Foto di repertorio.

L'associazione sportiva di via Monte Cieco a Rimini, in una nota, difende la bontà del proprio operato dopo il blitz della Polizia Municipale di Rimini. Nessun "asilo abusivo", ma l'associazione precisa di organizzare solamente attività in ambiente naturale, in particolare escursionismo, trekking e giochi motori, nel rispetto delle norme anti Covid, e che la struttura soggetta alle verifiche "accoglie solo le attrezzature e materiali atti allo svolgimento dei corsi previsti", fungendo da riparo "solo ed esclusivamente" in caso di maltempo. Di seguito la nota dell'associazione.


L’associazione si è costituita il 3 agosto 2020, affiliandosi al Centro Sportivo Italiano e ottenendo il riconoscimento ai fini sportivi dal CONI.
Non ha scopo di lucro ed ha come obiettivo lo sviluppo e la diffusione dell’attività e della cultura sportiva, anche attraverso attività ricreative intese come attività sportive a favore della popolazione in generale ed in particolare verso i soci, i tesserati ed i simpatizzanti.
Tutti i corsi proposti prevedono lo svolgimento di attività in ambiente naturale e sono rivolti ad adulti e bambini del territorio.
Per effetto del momento sanitario attuale, è stata data priorità alle attività di escursionismo, trekking e giochi motori all’aperto e in natura, con il rispetto del distanziamento e l’utilizzo dei dispositivi di sicurezza.   
La struttura che accoglie le attrezzature ed i materiali atti allo svolgimento dei corsi previsti, funge da riparo solo ed esclusivamente in caso di condizioni metereologiche avverse ed è accatastato come civile abitazione. Soltanto due sale della casa sono destinate ad uso magazzino.
L'associazione sportiva è nata con lo scopo di favorire la diffusione di una cultura ecologica partendo dall'immersione dei frequentanti in natura.
Non è interesse né tantomeno scopo dell'Associazione quello di offrire un servizio educativo per minori né di tutelare o nascondere persone che hanno scelto di non vaccinare i figli. 
In qualità di Presidente dell'Associazione, madre di due bambini, di cui uno attualmente in follow up per una malattia severa, immunodepresso, entrambi in regola con le vaccinazioni, rimango indignata di fronte ad articoli che espongono con sicurezza una posizione che mai abbiamo scelto di assumere.
Siamo un'associazione sportiva dilettantistica e, in quanto tale, nel rispetto della normativa vigente, non possiamo e non dobbiamo richiedere la situazione sanitaria dei tesserati, cosa che spetta invece ad altri organismi preposti.
Riteniamo che i servizi educativi di Rimini stiano svolgendo egregiamente il loro lavoro educativo, ed il compito delle Associazioni sportive e culturali del territorio sia quello di implementare l'offerta di spazi in cui praticare una gestione del tempo libero a beneficio dei singoli e della collettività, proponendo occasioni integrative di crescita, mediante attività che concorrano proprio al contrasto della povertà educativa e dell’esclusione sociale. Ci stupisce e addolora quanto accaduto, soprattutto perché il progetto è da sempre conosciuto dall’amministrazione locale, con cui abbiamo condiviso i valori dell’attività sportiva outdoor, all’aperto e in natura, non solo per la loro valenza in termini di salute fisica ma anche in termini di sensibilizzazione alle tematiche della sostenibilità ambientale, in linea con gli obiettivi dell’Agenda 2030. 
Ribadiamo infatti che siamo un’associazione sportiva riconosciuta che propone attività in questo momento esclusivamente all’aperto di trekking ed escursionismo e che, come tale, si deve attenere alla normativa di settore e non certo a quella scolastica.
Speriamo di aver ampiamente chiarito lo scopo del nostro operare, affermando il diritto a svolgere le nostre attività nella totale regolarità e trasparenza, come fatto finora.



 

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