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Riconosce l'autore di una rapina al fratello, lo affronta ma va a processo per minacce: assolto

Un 24enne riminese, difeso dall'avvocato Enrico Graziosi, è stato assolto perché il fatto non sussiste

Cronaca Verucchio | 17:55 - 23 Febbraio 2021 Riconosce l'autore di una rapina al fratello, lo affronta ma va a processo per minacce: assolto


Aveva riconosciuto il giovane magrebino responsabile della rapina a danno del suo fratello minorenne e lo aveva affrontato. Il nordafricano, negando le accuse, lo aveva poi denunciato, riferendo di essere stato pesantemente minacciato. La vicenda si è conclusa con l'assoluzione, perché il fatto non sussiste, di un 24enne residente in un comune dell'entroterra riminese, difeso dall'avvocato Enrico Graziosi. Oggi (martedì 23 febbraio) si è tenuto il processo, con rito abbreviato, dopo l'opposizione del legale al decreto penale di condanna a 1500 euro di multa, senza pena sospesa, a carico del 24enne, per i fatti avvenuti nel settembre 2018.

In quell'occasione, impegnato in un aperitivo con gli amici al bar, aveva notato e riconosciuto il magrebino che, alla guida di una baby gang, rapinò il fratello del riminese, un adolescente. Lo affrontò con decisione, facendogli notare che lui era a piede libero (il processo deve ancora essere celebrato per quella rapina, mentre i suoi complici, tutti minori, sono già stati giudicati dal tribunale per i minorenni), mentre suo fratello era rimasto traumatizzato e non usciva più di casa, per paura di finire nuovamente nel mirino di una baby gang e di essere aggredito. Il nordafricano negò le accuse per poi denunciare il 24enne, il giorno dopo, dicendo di essere stato costretto a uscire dal bar e di aver subito minacce con un coltello. Si sarebbe dovuto scusare altrimenti il riminese "gli avrebbe segato le gambe". Durante le perquisizione domiciliare nell'abitazione del 24enne, era spuntato fuori un coltello compatibile con quello descritto dal magrebino, ma nel prosieguo si è appurato che apparteneva al gruppo dei boyscout del fratello adolescente. Nel processo è arrivata l'assoluzione perché il fatto non sussiste. 



 

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