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Italia tutta arancione per un mese: Bonaccini spinge, la Riviera vuole salvare Pasqua

I sindaci della Riviera chiedono certezza in vista di aprile e della stagione turistica

Attualità Emilia Romagna | 10:58 - 20 Febbraio 2021 Stefano Bonaccini Stefano Bonaccini.


L'Italia tutta in zona arancione per un mese, in maniera omogenea. Ne parleranno oggi (sabato 20 febbraio) i governatori regionali per trovare una linea comune e definire una proposta da sottoporre al vaglio del governo Draghi. A lanciare l'idea è stato in primis il governatore dell'Emilia Romagna Stefano Bonaccini, che ha avanzato dubbi sul sistema delle fasce di colore. Le sue parole nascondono una strategia precisa. Bonaccini ha parlato di quanto sia necessaria "una riflessione", in quanto "questo sistema a colori ha avuto un senso in questi mesi, ma credo che oggi dimostri qualche fragilità". "Il rischio - prosegue Bonaccini - è un saliscendi che non dà certezze per il futuro a chi è in difficoltà".

All'orizzonte infatti c'è il periodo pasquale, che per molti territori, compreso il riminese, è un momento chiave, l'inaugurazione della stagione turistica. Non a caso l'eventuale zona arancione estesa su tutto il territorio terminerebbe il 28 marzo, una settimana prima del weekend pasquale. Molti governatori sono in pratica dell'idea di barattare il mese di marzo con la prospettiva di una maggior libertà per aprile, con la possibilità di veder rimosso il divieto di spostamento tra le regioni. Per questo motivo, al di là della necessità di istituire zone rosse anche su base provinciale, si cerca un provvedimento omogeneo. Ed ecco perché il sistema a fasce non piace più: il rischio, per una regione, è di trovarsi a metà marzo con parametri da zona gialla e due settimane dopo, alla vigilia di Pasqua, con parametri da zona arancione. I ristoratori, ma tutti gli operatori turistici, costretti a non pianificare e ad aspettare sul filo di lana le decisioni.

Dal territorio riminese, non a caso, sono giunti appelli bi-partisan con la richiesta di una  programmazione sicura. L'assessore Jamil Sadegholvaad, per conto dell'amministrazione comunale di Rimini, il 16 febbraio scorso evidenziò: "quello che francamente lascia sconcertati gli operatori economici e i lavoratori è lo stato di permanente incertezza, contro ogni pianificazione comunicata per tempo", aggiungendo: "la situazione sanitaria non consente di allentare la presa, ma al rigore delle norme serve accompagnare anche una rapidità da parte del governo nel dare una visione di prospettiva e comunicarla per tempo. Quello che va evitato è il repentino cambio di programma, l’improvviso dietrofront, l’incertezza di qualsiasi programmazione". Il sindaco di Riccione Renata Tosi, 24 ore prima dell'intervento di Sadegholvaad, aveva detto esplicitamente "Cosa accadrà al turismo balneare per Pasqua?", invitando il governatore regionale Bonaccini, in virtù della sua carica di presidente della Conferenza Stato-Regioni, a dare una risposta.

La risposta sembra arrivata: un semi lockdown oggi per una pasqua più tranquilla. Una risposta che comunque non convince gli operatori economici per via dei precedenti. Gianni Indino, presidente della Confcommercio Rimini, ricorda, in un intervento sulla propria pagina Facebook: "Qualcuno dice chiudiamo adesso per aprire a Pasqua! Dicevano così anche ottobre quando ci hanno chiusi per salvare il Natale". Infatti è proprio sotto questo aspetto che il sistema delle fasce "colorate" ha mostrato fragilità. I governatori ragionano però ora in un'ottica differente: le temperature primaverili e soprattutto le vaccinazioni, che procedono sì a rilento, ma che tra un mese avranno raggiunto numeri più importanti, potrebbero dare la spinta per uscire dal tunnel dell'emergenza Covid. Da qui anche il pressing di alcuni governatori, tra cui Bonaccini, sull'Esecutivo Draghi, per aumentare le dosi a disposizione di vaccino, per incrementare il numero di somministrazioni giornaliere. "Con il virus non ti puoi sedere a un tavolo e fare trattative politiche o sindacali", è il "tormentone" che ripete da mesi Massimo Galli, primario dell'ospedale Sacco di Milano, tra i più ferventi sostenitori del fronte rigorista. Tuttavia la politica, in questo momento, è chiamata comunque a dare delle soluzioni, a mostrarsi credibile di fronte a una cittadinanza esasperata e fiaccata dalle conseguenze socio-economiche della grave pandemia. 

Riccardo Giannini



 

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