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Nuova Marecchiese: salta il protocollo sulla viabilità. Comitato: "Servono progetti concreti"

Il presidente della provincia Santi annuncia "Incontro disdetto"

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Attualità Novafeltria | 11:28 - 19 Febbraio 2021 Un tratto della Marecchiese Un tratto della Marecchiese.


Oggi (venerdì 19 febbraio) doveva essere un giornata storica per la viabilità della Valmarecchia. Era attesa la firma del protocollo d'intesa tra Provincia, comune di Rimini e i comuni della Valmarecchia per la realizzazione di interventi, da realizzare nei prossimi anni, finalizzati al miglioramento della viabilità e a rendere più efficiente la rete stradale. Le giunte comunali erano chiamate ad approvare il documento da firmare poi in maniera congiunta. Ma il presidente della Provincia Riziero Santi, questa mattina, ha annunciato su Facebook: "incontro disdetto, non ho sul tavolo tutte le delibere delle giunte comunali". Santi ha aggiunto: "Nessuno se non vuole è obbligato a firmare l'accordo per la nuova mobilità della Valmarecchia, specie se si ritiene che non sia un accordo utile e conveniente per il territorio". Le delibere sono state approvate solo dale giunte di Novafeltria, Pennabilli e Casteldelci. Niente firma del protocollo. Ma facciamo un passo indietro.

Nel 2019 inizia il dibattito su una Nuova Marecchiese, una strada alternativa all'attuale tracciato, per un collegamento veloce tra l'Alta Valmarecchia e Rimini. A premere per sviluppare il progetto è il comitato di imprenditori "Una nuova strada per lo sviluppo". Si alzano però voci di dissenso sul progetto, in prims da parte di cittadini che si riuniscono in un altro comitato, quello "Per una mobilità possibile e sostenibile". La politica deve mediare le diverse istanze del territorio. Stop al progetto di una nuova strada: dagli incontri tra sindaci e Provincia di Rimini emerge la volontà di realizzare un "Piano della mobilità della Valmarecchia". Serve la firma del protocollo che, ha spiegato qualche giorno fa il sindaco di Novafeltria Stefano Zanchini, non é un atto di indirizzo, ma semplicemente "un documento politico con il quale gli amministratori del territorio esprimono di fatto la loro coesione e la volontà di iniziare a parlare in modo più concreto di nuova viabilità e di miglioramento della mobilità".

Zanchini, presidente dell'Unione dei Comuni Valmarecchia, aveva invitato alla coesione territoriale. Il documento che doveva essere firmato oggi (venerdì 19 febbraio) elencava i bisogni dei territori in ambito viabilità. Un protocollo, aveva evidenziato il primo cittadino novafeltriese, frutto di un processo di mediazione, con l'inserimento di diverse annotazioni necessarie a migliorare la viabilità, che "riduca significativamente i tempi di percorrenza, che garantisca più sicurezza e diminuisca l'inquinamento". Dal protocollo si sarebbe poi passati alla fase della progettazione degli interventi, del dibattito su quei progetti, sull'approvazione e sulla realizzazione. Tuttavia, alla vigilia della firma, si era alzata critica la voce del comitato "ValmarecchiaFutura", l'ex comitato "Una nuova strada per lo sviluppo". Lo avevano definito "il protocollo del nulla", avevano chiesto di essere coinvolti nel dibattito in prima persona, inserendo rappresentanti dei cittadini e degli imprenditori "in qualsiasi organismo che la Provincia intenderà costituire su mobilità e viabilità in Valmarecchia".

Il presidente della provincia di Rimini Santi prende oggi una posizione netta: "Ognuno si assumerà le sue responsabilità se dovesse fallire il tentativo di dare una soluzione ai problemi di viabilità della valmarecchia, a partire da chi insiste per realizzare una nuova superstrada parallela all'attuale Marecchiese, cosa che non esiste per il fatto non è ragionevole. Lo hanno capito coloro che cercano l'accordo per un percorso condiviso fra tutte le istituzioni locali, perché lo dice il buon senso e lo dicono le norme ed i dati". Santi invoca unione di intenti tra gli amministratori: "O si parte tutti insieme per un progetto di mobilità integrato, innovativo ed ecocompatibile o non si parte. I sostenitori della superstrada e basta potranno così continuare sereni la loro battaglia". Qualche sindaco ha quindi abbracciato la posizione del comitato e fatto ostracismo?

Il sindaco di San Leo Leonardo Bindi, che ha espresso pubblicamente il proprio favore alle posizioni del comitato, nega questa ipotesi: "Il protocollo, scritto come è scritto, ha diverse criticità. Non è in linea con la mia visione di viabilità. Ma lo avremmo portato sicuramente in consiglio comunale, se appunto è il passo necessario per iniziare la discussione". Lo stop non è dettato da un motivo politico, quanto dalla richiesta di Sant'Agata Feltria di intervenire ulteriormente sul protocollo, nel momento in cui in esso si è fatto riferimento anche al collegamento tra la strada Marecchiese e l'E-45. "Negli incontri abbiamo sempre parlato della Marecchiese, delle due possibilità: nuova strada o migliorare quella già esistente. Noi saremmo per la prima ipotesi. Ma non abbiamo obiettato: se sono contenti i comuni che insistono sulla Marecchiese, noi ci adeguiamo a loro, essendo un po' più defilati. Infatti ci serviamo di meno di questo tracciato", evidenzia Franco Vicini, vicesindaco di Sant'Agata Feltria. Ma poi la discussione si è allargata: "Se si vuole estendere il discorso al collegamento tra la Marecchiese e la E-45, allora noi chiediamo di inserire nel dibattito anche gli interventi sulla strada Sarsinate, 2 km di strada assolutamente da allargare, una zona che costituisce elemento di fragilità e pericolosità per il continuo movimento di camion che collegano l'area industriale di Sant'Agata Feltria all'E-45. Due km di strada assolutamente da allargare. Due, non cento km, di strada pericolosa". Sant'Agata chiede chiarezza. "Per questo non abbiamo firmato il protocollo: aspettiamo le ultime modifiche", spiega Bindi. Quindi la firma del protocollo è solo slittata. Non è una chiusura definitiva.

Dal canto suo, il comitato ribadisce il proprio fermo "no" al protocollo, riconoscendo la distanza di cittadini e imprenditori dagli schemi della politica. Lo spiega il portavoce Alessio Amantini: "Il comitato ragiona sull'esigenze degli imprenditori e dei cittadini che vivono la Valle. Non parla la stessa lingua della politica. E' più logico capire prima il progetto e poi condividerlo". Nel dettaglio, "non è chiaro come la Provincia voglia risolvere i problemi della viabilità". Il comitato chiede immediati progetti concreti: "Quello che viene proposto è tutto astratto. Il timore è che tra qualche anno si vedano realizzate ad esempio delle varianti che non risolvono i diversi problemi già evidenziati. Dal momento in cui non c'è qualcosa di concreto su cui dibattere, diventa azzardato firmare un protocollo che potrebbe anche essere una condanna".

La firma saltata o a quanto pare rimandata del protocollo rischia di lasciare al palo anche gli urgenti interventi per la rete ciclopedonale. "Certamente la ciclabile può valorizzare l'aspetto paesaggistico della Valmarecchia e spostare i numerosi ciclisti che transitano oggi sulla Marecchiese. Ma permettetemi di dire: non è il problema principale. Un cittadino di Novafeltria non può andare a lavorare a Rimini in bicicletta. Sono 51 km di squadra che in assenza di traffico vengono percorsi in 62 minuti, rispettando la segnaletica stradale". Il comitato chiede risposte alla politica: "Non bocciamo le varianti. Ma vogliamo sapere come sono fatte, che tratto di strada interessano". 

 

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