Sabato 06 Marzo03:04:23
Android
 | 
iOs
 | 
Mobile

Antenna al Palacongressi: dopo il comitato di zona anche gli asili scrivono al sindaco Gnassi

Secondo gli attivisti l’ennesimo emettitore sul Palas è troppo vicino ai fabbricati

Attualità Rimini | 08:40 - 18 Febbraio 2021 Antenna Palacongressi Rimini Antenna Palacongressi Rimini.


I genitori dei bambini dell’asilo richiamano il regolamento comunale per chiedere l’allontanamento del ripetitore Iliad di Via della Fiera di Rimini con due petizioni. L’ultima antenna posizionata sul Palacongressi coinvolge e irrita un intero quartiere, quello limitrofo a monte del Palas, della zona delle vie dei Pianeti e delle Costellazioni, dove si trovano tre asili. I genitori prendono carta e penna e si rivolgono al Sindaco firmando due diverse petizioni contro l’ultima installazione della Srb Iliad che si va ora ad aggiungere alle altre tre esistenti sul Palacongressi. Richiamano l’esistenza di un regolamento comunale che prevede di evitare di orientare le antenne verso gli edifici prospicienti e verso i ricettori sensibili come le strutture scolastiche presenti nel raggio di 200 m. Chiedono di delocalizzare il ripetitore dalle vie dei Pianeti e delle Costellazioni e comunque di non orientare le celle telefoniche verso il quartiere altamente popolato.


Secondo il comitato “l’Astronave che Fuma” l’ennesima antenna sul Palas è troppo vicina ai fabbricati: la zona è altamente inquinata. Il comitato ha prima richiesto una conferenza con il gestore e, dopo aver  visionato il progetto nei dettagli,  ha inviato una relazione con osservazioni: quali una apparente situazione al limite della accettabilità per lo stesso personale del Palacongressi, dove nelle parti più alte vi sarebbero superamenti;  dati parziali del fondo ambientale preesistente; una non esatta corrispondenza delle quote di colmo degli edifici vicini. Per questi motivi gli scriventi ne richiedono un supplemento istruttorio per la delocalizzazione e una modifica dell’orientamento delle celle (azimut) e della loro inclinazione più verso l’alto. Sottolineano che Arpa, solo sulla base delle dichiarazioni dei gestori, valuta i volumi dell’esposizione, preoccupandosi unicamente di restare entro i limiti consentiti di 6 V/m  (mentre per gli scienziati un valore di quasi 10 volte più basso, 0,8 V/m,  potrebbe già causare degli effetti). Per il comitato installare un impianto SRB al confine con le case con già in partenza una irradiazione programmata al limite massimo consentito di 6 V/m è come avere una macchina che può raggiungere i 140 Km orari e mandarla sempre a 140.

Con la tecnologia 5G può essere trasmessa una maggiore quantità di dati e a velocità superiore, ma servono nuove bande a microonde, oppure deve essere aumentata la potenza di trasmissione e non potranno più essere rispettati i valori limite degli impianti. Ecco perché i gestori chiedono di elevare i valori attuali. Ma questo verrebbe anche a indebolire la protezione della salute. Gli operatori della telefonia mobile, Arpa compresa, sostengono che i valori di esposizione italiani prevedono i limiti più bassi, ma non è così. La Svizzera e il Liechtenstein ad esempio, al fine della protezione dei cittadini, non si basano sui valori limite prescritti negli altri paesi vicini, ma adottano anche il principio di precauzione con limiti di 4 V/m per abitazioni, scuole asili e ospedali, postazioni di lavoro fissa e parchi giochi per bambini, allo scopo di mantenere bassa l’esposizione di lunga durata per la popolazione. Quindi esistono limiti in misura significativamente più severi. Certo la Germania ha valori più alti dei nostri, ma ha anche molti meno gestori: lo Stato e uno privato per la concorrenza.

Secondo il comitato L’amministrazione comunale, a seguito di recenti richieste di altri comitati di zona: Ina Casa, Via Lavatoio, Via Ceccarelli,  sostiene di non avere margini di intervento, soprattutto dopo che il DL semplificazioni ha bloccato i sindaci con la modifica dell’art. 8 della legge n.36 del 22/02/2001. In sintesi: “il Comune può adottare un regolamento per il corretto insediamento urbanistico e territoriale degli impianti e minimizzare l’esposizione alla popolazione ai campi e.m. con riferimento ai siti sensibili individuati in modo specifico, con esclusione della possibilità di introdurre limitazioni alla localizzazione in aree generalizzate del territorio di stazioni radio base e di incidere mediante provvedimenti sui limiti di esposizione e sui valori di attenzione e sugli obiettivi di qualità, riservati allo Stato..” 

Per il comitato l’Astronave che Fuma serve dunque un piano di zonizzazione per il corretto insediamento degli impianti, in “aree generalizzate” per aumentare la tutela dei siti sensibili come scuole, centri sanitari e assistenziali.  Serve un nuovo regolamento meno permissivo di quello attuale e soprattutto un monitoraggio delle condizioni di fondo e la costituzione di un tavolo tecnico - sanitario per il controllo ambientale degli effetti sulla popolazione. Il Comune ha la possibilità di coinvolgere il gestore con i rappresentanti della popolazione, per considerare ubicazioni alternative o riconfigurazioni degli impianti.


   

< Articolo precedente Articolo successivo >