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Assolto per lo stalking, ma condannato a 4 mesi per uno schiaffo

Concluso il processo nei confronti di un 32enne riminese accusato di maltrattamenti nei confronti dell'ex moglie

Cronaca Cattolica | 07:05 - 22 Febbraio 2021 Processo concluso Processo concluso.


Aveva trascorso due settimane in carcere e cinque mesi agli arresti domiciliari, in seguito ad aggravamento del divieto di avvicinamento non rispettato, ma ora per l'uomo è arrivata l'assoluzione perché il fatto non sussiste. Martedì (16 febbraio) il Tribunale di Rimini in sede collegiale ha assolto dall'accusa di maltrattamenti in famiglia un 32enne cattolichino, denunciato dall'ex moglie, una 39enne di origine napoletana. 

L'uomo è stato invece condannato a 4 mesi di reclusione - pena sospesa - e a un risarcimento di 300 euro, in relazione a quanto avvenuto nell'ottobre 2019, quando durante una discussione aveva alzato le mani sulla donna. Secondo quest'ultima, con uno schiaffo così forte da averla poi costretta a cure mediche (per la donna prognosi di 5 giorni); l'imputato invece ha detto di aver semplicemente cercato di allontanarla, in un momento in cui i toni erano troppo accesi.  La lite era nata dopo che il padre del 32enne si era recato a casa della ex nuora per chiederle conto della brusca separazione. La convivenza tra imputato e persona offesa del reato era iniziata nel 2012. Cinque anni dopo vissero un momento burrascoso, con una prima separazione, conclusasi con un riappacificamento, in considerazione anche della necessità di mantere unita la famiglia dopo la nascita di un figlio.

Nel 2019 però lei lo aveva allontanato, denunciando alle forze dell'ordine otto anni di maltrattamenti, percosse, offese e minacce di morte. Dopo che era stato disposto il divieto di avvicinamento, la donna ha lamentato di aver ricevuto altre minacce: secondo quanto denunciato, in un'occasione l'imputato le si era avvicinato con l'automobile, urlandole delle esplicite minacce di morte. Era stato così disposto l'aggravamento della misura e il 32enne aveva trascorso due settimane in carcere e cinque mesi ai domiciliari. 

Il sostituto procuratore Davide Ercolani, per l'accusa di maltrattamenti, aveva chiesto condanna a 4 anni e 4 mesi. Il giudice invece ha disposto l'assoluzione perché il fatto non sussiste, accogliendo le tesi difensive dell'avvocato Silvano Zanchini. Secondo la difesa, marito e moglie hanno vissuto una relazione turbolenta e una convivenza difficile, ma senza che lui esercitasse violenza e costringesse lei a subire prevaricazioni, vessazioni e una costante pressione di tipo psicologica.


 

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