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Il futuro dell'oasi di Torriana Montebello: incontro tra comitato e assessori regionali

Nel comitato parla il professore Santolini: "problema sovrannumero dei cinghiali, ma non si risolve con la braccata"

Attualità Poggio Torriana | 17:08 - 15 Febbraio 2021 Panoramica dell'oasi Panoramica dell'oasi.


Domani (martedì 16 febbraio) si terrà l'incontro tra gli assessori regionali Alessio Mammì e Barbara Lori e i rappresentanti del comitato per l'oasi di Torriana e Montebello. Due anni fa una delibera regionale ha ridotto i confini dell'oasi di oltre il 60% e la porzione maggioritaria è stata concessa alla caccia in braccata dei cinghiali. Il comitato chiede il ripristino dei confini originali e lo stop alla caccia in braccata, sostenuto anche da una raccolta firme, Cia e Confagricoltura hanno invece chiesto alla regione di non fare un passo indietro, lamentando i danni all'agricoltura provocati dalla fauna selvatica. Dopo il loro intervento, la controreplica del comitato, che ha riportato dati regionali secondo i quali in dieci anni, dal 2008 al 2018, gli episodi di danneggiamento sarebbero scesi da 24.000 a 9.000.

Per il comitato ha preso parola, all'Ansa, Riccardo Santolini, docente di Ecologia all'università di Urbino, uno dei dieci ecologi italiani del Comitato per il Capitale naturale del ministero dell'Ambiente. Il sovrannumero di cinghiali è un problema italiano, ma "la braccata non è la soluzione", anzi, "l'Ispra - aggiunge Santolini - sottolinea come la braccata sia il modo più deleterio per affrontare il problema". Nel rapporto citato dal professore, risalente al dicembre scorso, si legge che questa forma di caccia "favorisce una maggior mobilità dei cinghiali verso aree meno disturbate", ad esempio i campi agricoli o le aree urbanizzate, "dove aumenta il rischio di danni, di incidenti stradali e di diffusione di malattie portate dalla specie". 



 

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