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Lavoro, in Romagna perse in un anno 175 imprese giovanili. Cresce l'agricoltura

I settori più colpiti sono l'alloggio e la ristorazione, il commercio, le costruzioni

Attualità Rimini | 11:55 - 15 Febbraio 2021 Foto di repertorio Foto di repertorio.


A fine 2020 nel territorio Romagna (Forlì-Cesena e Rimini) si registra un decremento annuo delle imprese giovanili attive del 3,7%, superiore a quello regionale e nazionale. Il calo annuo caratterizza i principali settori economici: commercio, costruzioni, alloggio e ristorazione, manifatturiero, servizi alle persone e alle imprese. Crescita solo nei settori agricoltura e attività professionali, scientifiche e tecniche. In diminuzione anche le società di capitale gestite dai giovani, seppur in modo più contenuto rispetto alle altre forme giuridiche.

Al 31 dicembre 2020 nell’aggregato Romagna (Forlì-Cesena e Rimini) si contano 4.732 imprese giovanili attive, che costituiscono il 6,7% del totale delle imprese attive (7,2% in Emilia-Romagna e 9,2% in Italia). In provincia di Rimini ce ne sono 2.442, il 7,2% del totale delle imprese attive (7,2% anche in Emilia-Romagna e 9,2% in Italia).
 

La situazione nel Riminiese



Nel confronto con il 31 dicembre 2019, nella nostra provincia si riscontra un decremento delle imprese giovanili del 3,7%. I principali settori economici sono il commercio (28,4% delle imprese giovanili), le costruzioni (17,0%), l’alloggio e ristorazione (15,9%), le altre attività di servizi (prevalentemente servizi alle persone) (6,3%), l’industria manifatturiera (5,0%), il noleggio, le agenzie viaggio e servizi alle imprese (4,7%) e l’agricoltura (4,6%).

Rispetto al 31 dicembre 2019 calano le imprese giovanili nella maggior parte di tali settori: -3,6% nel commercio, -4,4% nelle costruzioni, -10,2% nell’alloggio e ristorazione, -3,8% nelle Altre attività di servizi e -6,9% nel Manifatturiero; in crescita, invece, dell’1,8% il settore noleggio, agenzie viaggio e servizi alle imprese e del 5,6% l’agricoltura.

I settori con la più alta incidenza percentuale delle imprese giovanili sul totale delle imprese attive risultano, nell’ordine: attività finanziarie e assicurative (12,2%), altre attività di servizi (10,3%), noleggio, agenzie viaggio e servizi alle imprese (10,2%), servizi di informazione e comunicazione (9,2%), Costruzioni (8,5%) e alloggio e ristorazione (8,3%).

La maggioranza delle imprese giovanili provinciali si trova nel comune di Rimini (46,4%), classificato come “Grande centro urbano”; buona anche la presenza nei comuni di Riccione (10,5%), Bellaria-Igea Marina (6,7%), Santarcangelo di Romagna (5,7%) e Coriano (2,7%), ossia nei cosiddetti “Comuni di cintura” (totale 25,6%), e di Cattolica (6,2%), Misano Adriatico (4,1%) e San Giovanni in Marignano(1,9%) (”area del Basso Conca”, totale 12,2%). Ad essi vanno aggiunti i comuni di Morciano di Romagna (2,3%) (Valconca), Verucchio (2,7%) e Novafeltria (1,8%) (entrambi Valmarecchia).

Con la più alta incidenza percentuale delle imprese giovanili sul totale delle imprese attive risultano Montefiore Conca (9,2%), Verucchio (9,1%) Pennabilli (9,1%), Gemmano (8,7%), Poggio Torriana (8,1%), Morciano di Romagna (8,0%), Rimini (7,6%) e Novafeltria (7,6%).

I dati di Infocamere Movimprese-Stock View sono elaborati dall'Osservatorio economico della Camera di commercio della Romagna – Forlì-Cesena e Rimini, a cura dell’Ufficio Informazione economica

 

La situazione in Regione


A fine 2020 in Emilia-Romagna le imprese attive giovanili sono risultate 28.595: in un anno la perdita è stata di 850 imprese (-2,9 per cento), con un’accelerazione della tendenza negativa rispetto allo scorso anno, mentre le altre imprese – non giovanili - sono lievemente diminuite (-0,3 per cento). A livello nazionale, le imprese giovanili scendono a 445.777 (-2,6 per cento), mentre le non giovanili aumentano un poco (+0,3 per cento). Questo emerge dai dati del Registro delle imprese delle Camere di commercio elaborati da Unioncamere Emilia-Romagna.

A segnare il calo nelle imprese giovanili è il forte calo degli imprenditori di nazionalità straniera, (-508 imprese, -5,8 per cento), in particolare nel settore delle costruzioni, comparto nel quale gli imprenditori stranieri rappresentano oltre la metà dell’imprenditoria giovanile. La pandemia ha inevitabilmente frenato la nascita di nuove imprese, ad essere maggiormente colpiti i settori più esposti a restrizioni e chiusure. Inoltre, sopravvivere alla pandemia richiede ampie disponibilità finanziarie, di cui spesso non sono dotate le imprese giovanili.


Dati nazionali, regionali e provinciali, elaborazioni Unioncamere Emilia-Romagna su dati InfoCamere Movimprese


 

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