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Rischio assembramenti, il centro storico di Rimini si blinda: nuova ordinanza in arrivo

Tra le ipotesi controlli agli accessi, stop all'asporto pomeridiano e alla musica. Monta la protesta

Attualità Rimini | 08:06 - 12 Febbraio 2021 L'incontro con alcuni esercenti della Vecchia pescheria di Rimini L'incontro con alcuni esercenti della Vecchia pescheria di Rimini.


Dopo gli assembramenti del fine settimana, le proteste e l'indignazione bipartisan, il Comune di Rimini sta studiando una nuova ordinanza da applicare a zone specifiche del centro storico che saranno individuate assieme a Questura e Prefettura, in cui controllare gli accessi (con il rischio però che la massa si sposti in altre zone), vietare la musica e l'asporto pomeridiano. Obiettivo scongiurare gli episodi che si sono visti e rivisti dopo il rientro della regione in zona gialla con la riapertura di bar e ristoranti. Il provvedimento si ispira chiaramente all'ordinanza adottata dalla Regione Veneto su iniziativa del governatore Luca Zaia, che impone agli avventori di consumare seduti dalle 15 alle 18.

L'indiscrezione - non c'è ancora l'ufficialità - ha fatto però indignare la parte di esercenti che in quelle aree additate, una fra tutte la vecchia Pescheria, ha ripreso a lavorare nell'estremo tentativo di risollevarsi da una crisi che morde sempre più in profondità. Ecco perché politica e forze dell'ordine sono dovute correre subito ai ripari cercando di mediare, interpretando gli umori e raccogliendo i bisogni della fetta protestante di imprenditori.

Così l'assessore alle attività economiche di Rimini Jamil Sadegholvaad, i consiglieri comunali Luca Pasini e Simone Bertozzi, la comandante della polizia locale Letizia Orioli e la dirigente al Patrimonio Catia Caprili hanno deciso di incontrare giovedì mattina una rappresentanza dei gestori delle attività di quell'area, dove parte della folla si è riversata anche per approfittare del servizio di asporto di cibi e bevande, consumandolo tranquillamente all'aperto e diventando involontariamente i soggetti degli scatti dell'indignazione. «Deve essere portato avanti un dialogo tra prefettura, questura e forze dell’ordine impegnate in un difficilissimo lavoro di controllo del territorio», sottolinea Pasini, «ma anche gli esercizi commerciali del centro storico che ormai da molti mesi si stanno impegnando in un complesso e soprattutto costoso adeguamento alle disposizioni governative ma che non possono assumersi la responsabilità di contenere tutti i rischi».

L’amministrazione si è mossa tempestivamente per tutelare la salute dei cittadini proponendo soluzioni alternative, come il già sperimentato utilizzo dei banchi in pietra della Pescheria, coinvolgendo quindi anche la Soprintendenza. A questa iniziativa però «deve essere associata l’apposizione di ulteriori tavolini in spazi più ampi, con il necessario distanziamento tra le sedute».

Non si può poi tralasciare il tema più scottante di queste ore: l’invocata «restrizione agli accessi del centro storico, prevista dalle norme ma non ancora applicata in città. In situazioni di particolari gravità non è possibile opporsi a questi provvedimenti di urgenza, tenendo ben presente che si tratta di misure straordinarie che eventualmente saranno in vigore con tempistiche fortemente limitate nel tempo. Solo il dialogo virtuoso tra tutti gli attori in campo potrà permettere di individuare modalità di accesso al centro che non neghino la libertà di movimento dei cittadini, ma anzi la consentano in totale sicurezza».

Per questo, è in corso un dialogo con un’azienda del territorio che si occupa di gestione tecnica degli eventi, in Italia ed all'estero. Come anticipa Pasini, «ci presenteranno un’idea da sottoporre agli organi competenti basata sulla gestione dinamica controllata dei flussi delle persone, tenendo conto non solo delle restrizioni per prevenire il rischio del contagio da Sars-Cov-2 ma anche delle norme di safety e security». (f.v.)
 

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