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Taglio platani a Riccione, i promotori della petizione alla Tosi "Venga a vedere lo scempio"

L'invito a "venire a spiegare alla cittadinanza quali azioni riparative saranno adottate"

Attualità Riccione | 07:45 - 12 Febbraio 2021 Un viale di platani che saranno abbattuti e lasceranno spazio a nuove piantumazioni Un viale di platani che saranno abbattuti e lasceranno spazio a nuove piantumazioni.


Continua a impazzare il dibattito attorno l'abbattimento - e il salvataggio - dei 174 platani al centro studi di Riccione. Dopo i botta e risposta degli ultimi giorni, tre promotori della petizione ambientalista (Philip Breddemann, Lorenzo Ricci e Sara Sertori) lanciano un ultimo, accorato appello alla sindaca Renata Tosi, «visto il silenzio dei suoi consiglieri comunali interpellati in extremis e l'avvio dei lavori in modo così devastante su Via Ferrara. Siamo delusi, ci sentiamo traditi e ci auguriamo almeno che la sindaca, l’assessora all’Ambiente Lea Ermeti e il responsabile dei servizi ambientali Mario Sala abbiano il coraggio e il senso di responsabilità di presentarsi sul cantiere per vivere da vicino lo scempio che hanno autorizzato, magari parlando con quei residenti (e sono molti!) che non sono stati coinvolti nella scelta e con i numerosi firmatari della petizione pro platani».

I toni dell'appello si scaldato e si trasformano da indiretti a diretti: «Ci auguriamo che non veniate a cose fatte solo per tagliare il nastro dell'opera. Venite ora a spiegare alla cittadinanza quali sono le azioni riparative per recuperare questo enorme scempio, perché è chiaro che 194 alberi di seconda grandezza non sono sufficienti a farlo. Chi ha emesso una "sentenza" dovrebbe avere la responsabilità di vederla eseguire. Siamo di fronte all’ennesima devastazione del verde urbano che avete messo in atto a Riccione, e non è un evento davanti al quale rimanere indifferenti. Crediamo sia giusto e corretto che chi ha responsabilità decisionali si mostri coerente con le proprie scelte e vicino alla cittadinanza scendendo in prima linea. Anche perché il problema poteva essere affrontato con una corretta gestione delle alberature esistenti e con una parziale rimozione, nei casi più drastici, delle sole alberature incompatibili con il rinnovo dei servizi. Quegli alberi rappresentavano una grande risorsa su vari livelli, per la città di Riccione e per i suoi abitanti».
 

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