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Oasi Torriana Montebello, comitato replica: 'Danni agricoltura provocati dai cinghiali diminuiti"

Il comitato replica a Cia e Confartigianato: "Incidenti stradali, non si risolve il problema uccidendo gli animali"

Attualità Poggio Torriana | 15:22 - 11 Febbraio 2021 Panorama dell'oasi di Montebello Torriana Panorama dell'oasi di Montebello Torriana.


Il comitato per l'oasi di Torriana e Montebello replica a Cia e Confartigianato, che ieri (mercoledì 10 febbraio), in una nota, avevano chiesto alla regione di confermare la caccia ai cinghiali con il metodo della braccata, contestando la posizione del comitato, che al contrario chiede uno stop e il rispristino dei confini originali dell'oasi. Rilevando, in particolare, che  "tutelare l’oasi di Torriana e Montebello  significa arricchire il rapporto costa/entroterra, importante fattore di crescita e sviluppo per la capitale europea del turismo e per tutto il territorio, in chiave ambientale e di appeal della nostra destinazione".

Il comitato cita l'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (parere su richiesta della egione Abruzzo del 1 dicembre 2020) rilevando che "la caccia ai cinghiali con il metodo della braccata non ha dimostrato efficacia nel contenere la presenza dei cinghiali e contemporaneamente provoca il loro allontanamento incontrollato, inseguiti dai cani verso aree meno disturbate, dove al contrario aumenta il rischio per danni e incidenti".  I cinghiali abbattuti nel 2020 sono stati 1053, gli stessi degli anni precedenti con l'oasi chiusa alla caccia, rileva il comitato riportando dati della regione Emilia Romagna. "Aggiungiamo che all’interno dell’oasi è stato un gravissimo errore togliere l’autorizzazione agli agricoltori locali per l’uso dei chiusini mobili per la cattura dei cinghiali, che in passato avevano avuto una efficacia enorme per il controllo selettivo degli ungulati".

DANNI ALL’AGRICOLTURA I danni all’agricoltura provocati dalla fauna selvatica in provincia di Rimini dal 2008 al 2018 sono in riduzione costante: le richieste sono passate da 24.486 a 9.941 con una riduzione costante, spiega il comitato, citando i dati dell'assessorato agricoltura caccia e pesca della regione. "A tale proposito sarebbe interessante sapere se dopo l’apertura dell’oasi alla caccia in braccata, le richieste per danni in agricoltura siano aumentate perché nel secondo caso verrebbe confermata della dispersione dei cinghiali dall’oasi a tutto il territorio", si legge nella nota del comitato.

SICUREZZA STRADALE Gli incidenti stradali provocati dalla fauna selvatica dal 2012 al 2017 a livello regionale, sono stati provocati dai caprioli nella misura del 86,3% e solo 8.4% dai cinghiali, sempre secondo i dati dell'assessorato agricoltura caccia e pesca della regione. Perciò, spiegano i responsabili del comitato, è "pretestuoso appellarsi alla sicurezza delle strade per lo smembramento dell’oasi". Necessario piuttosto mettere in sicurezza la viabilità territoriale per risolvere il problema della sicurezza stradale, "non facendo strage di caprioli".


 

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