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Bastonate con il mattarello per gelosia: chiesta pena di 14 anni per il marito

L'aggressione è costata l'accusa per tentato omicidio a un 41enne, a processo con 4 capi di imputazione

Cronaca Rimini | 16:28 - 10 Febbraio 2021 Foto di repertorio Foto di repertorio.


Il sostituto procuratore Davide Ercolani ha chiesto 14 anni di pena per un 41enne albanese residente a Rimini, a processo con rito abbreviato per tentato omicidio, maltrattamenti in famiglia, violenza privata e danneggiamento nei confronti della moglie, una connazionale 36enne. Fu arrestato il 21 ottobre del 2019 dopo averla aggredita, colpendola più volte con un mattarello. La Polizia intervenne a seguito della segnalazione di due vicini, allarmati dalle grida d'aiuto e soprattutto dopo aver visto la donna sanguinante. La vittima raccontò agli agenti le vessazioni subite da tempo, dal punto di vista fisico e psicologico. Dalle iniziali accuse di maltrattamenti in famiglia e lesioni aggravate, si è passati così all'imputazione per il tentato omicidio. Da una perizia disposta dalla procura è stato appurato che i colpi erano stati inferti dall'uomo per colpire la moglie in testa, quindi per ucciderla, ma lei era riuscita a proteggersi con le braccia, ferendosi. I legali dell'imputato, gli avvocati Umberto De Gregorio e Massimiliano Orrù, attraverso le tesi difensive sostengono la derubricazione del reato in lesioni gravissime (la prognosi sciolta per la vittima fu di 60 giorni). Gli altri due capi di imputazione, la violenza privata e il danneggiamento, sorgono dalla distruzione del cellulare della donna. L'uomo, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, per impedirle di chiamare la Polizia, si scagliò come una furia anche sul cellulare. Il 41enne ha negato che il suo intento fosse quello: lo aveva distrutto per gelosia, perché lei non gli aveva rivelato con chi stesse chattando, prima che scoppiasse la discussione e prima che avvenisse l'aggressione. Che l'uomo ha motivato, dicendo di aver perso la testa per gelosia. La vittima, costituitasi parte civile attraverso l'avvocato Fiorenzo Alessi, ha chiesto un risarcimento, idem la Gens Nova Onlus, un'associazione che si occupa della tutela delle donne vittima di violenza, rappresentata in giudizio dall'avvocato Elena Fabbri. La sentenza del giudice Vinicio Cantarini è attesa tra una settimana.

 

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