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FOTO Giorno del Ricordo, cerimonie al molo di Rimini e in Prefettura

Deposizione della corona alla "Biblioteca di pietra" che si allarga anche con l’opera di Simone Cristicchi 

Attualità Rimini | 15:33 - 10 Febbraio 2021 La commemorazione per il ricordo delle vittime del confine orientale La commemorazione per il ricordo delle vittime del confine orientale.


Con una cerimonia sobria,  nel rispetto delle restrizioni anti-covid, si è svolta oggi (mercoledì 10 febbraio), alla “Biblioteca di pietra”, Molo di Rimini - la solenne commemorazione per il ricordo delle vittime del confine orientale.

La “Biblioteca di pietra”, dedicata alle vittime delle foibe, dell’esodo giuliano-dalmata e delle drammatiche vicende del confine orientale è un monumento che parla e può crescere. Quest’anno infatti ha visto aggiungere ai 30 autori già presenti sulle pietre delle scogliere, una nuova targa di ottone che riporta una nuova opera. È quella realizzata da Simone Cristicchi intitolata  “Magazzino 18. Storia d’italiani esuli d’Istria, Fiume e Dalmazia” ,  che lo scorso anno era presente alla commemorazione sul molo di Rimini e ha presentato nel Teatro Galli il suo spettacolo.

Presenti alla commemorazione il sindaco Andrea Gnassi, il Prefetto di Rimini Giuseppe Forlenza e i rappresentanti delle tre associazioni presenti a Rimini che rappresentano gli esuli -  “Unione degli Istriani”; “Ass.ne Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia”  e “Comitato 10 Febbraio”. L’evento è stato organizzato, in stretta sinergia con l’Istituto per la Storia della Resistenza e dell’Italia contemporanea di Rimini. 

Il sindaco di Rimini ha commentato: "Questo mare che bagna terre lacerate dal sangue e dalle atrocità come quelle delle foibe, possono tentare di ricostruire una relazione per il futuro, anche attraverso la forza del sapere della conoscenza della cultura. La forza dei libri ci dà degli strumenti per tessere anche questo tipo di relazioni,  di pace e non di odio".

Una seconda cerimonia si è tenuta poi in Prefettura, con la consegna di medaglie alla famiglia del bersagliere Curzi, soglianese di nascita che fu protagonista in prima linea, nei combattimenti nella valle dell'Isonzo, per poi finire prigioniero dei partigiani jugoslavi. Da quel momento non si ebbero più notizie di lui.


 

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