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Nuova antenna Ina Casa: Comune di Rimini chiede sospensione dei lavori

L'amministrazione comunale si 'discolpa' dalle accuse del comitato e chiede collaborazione a Iliad

Attualità Rimini | 13:57 - 10 Febbraio 2021 I lavori per installare l'antenna Iliad I lavori per installare l'antenna Iliad.


Novità in vista per il cantiere della nuova antenna di telefonia mobile Iliad in via Argelli a Rimini. Il sindaco Gnassi ha infatti disposto l'invio di una lettera formale ad Iliad per chiedere una sospensione dei lavori e una ridefinizione del piano di installazione degli impianti sul territorio comunale. I toni della lettera sono distensivi, l'amministrazione comunale di Rimini parla di collaborazione con Iliad, ma si evidenzia la necessità di un percorso condiviso che possa soddisfare sia il piano di sviluppo del gestore telefonico, sia le esigenze della cittadinanza.

L'assessore Anna Montini, rispondendo anche alle critiche dei membri del comitato "No antenna Ina Casa", rileva che le attuali normative lasciano le amministrazioni comunali prive di strumenti di intervento e molto più margine ai gestori. "Una indeterminatezza di vincoli e procedure che è conseguenza diretta del minimo spazio di azione che il Comune può ritagliarsi sulle installazioni", spiega.  In pratica il governo determina i limiti di esposizione, i valori di attenzione e gli obiettivi di qualità relativi ai campi elettromagnetici, ai fini della tutela della salute. Rimini si è dotata di uno strumento ulteriore, nel 2006: un regolamento per il corretto insediamento urbanistico e territoriale degli impianti per la telefonia mobile e la minimizzazione dell'esposizione ai campi elettromagnetici, che fissava condizioni precise (anche in termini di distanze minime da luoghi sensibili) da osservare nell’installazione degli impianti, ai fini del rispetto dei limiti di emissione definiti dallo Stato e degli indirizzi urbanistici e monitoraggio ambientale delle Regioni. 

Tuttavia sentenze del Tar sono intervenute e rendere inefficace il regolamento. In pratica i comuni posson agire sugli aspetti pianificatori ed urbanistici collegati alle opere di urbanizzazione primaria e non invece alla tutela della salute, la cui salvaguardia è demandata al legislatore statale. "Un orientamento rafforzato da un parere del Ministero delle Comunicazioni-Ispettorato Territoriale dell’Emilia Romagna che ha negato la possibilità per il Comune di porre limiti tecnici (come la distanza dai luoghi sensibili) che invece erano presenti nel precedente regolamento comunale", evidenzia la Montini.  Il regolamento, modificato nel 2010, ora prevede solo disposizioni procedurali e indica la possibilità di promuovere accordi tra i gestori di reti di telefonia e Comune, "per far sì che nel posizionamento degli impianti siano privilegiati alcuni siti rispetto ad altri". 

A complicare ulteriormente le cose la possibilità per i gestori subentranti (come Illiad) di ottenere procedure semplificate, tramite un orientamento espresso nel 2018 dall'amministrazione regionale. Così non è obbligatorio per la compagnia presentare il piano annuale delle installazioni "limitando la possibilità per i Comuni di compiere una valutazione complessiva sulle scelte di insediamento del gestore e avanzare possibili controproposte".   L'amministrazione comunale di Rimini chiede a Illiad un confronto, richiamando anche "il danno di immagine che lo stesso operatore potrebbe subire, a fronte di una politica aziendale che non tiene in considerazione le richieste e le preoccupazioni degli utenti".

In serata è poi arrivata anche la nota del comitato: "Ringraziamo gli assessori, che nonostante la pioggia battente si sono dedicati a un incontro lungo e intenso. Abbimo ribadito le nostre istanze e chiesto all'amministrazione di pensare a una programmazione efficace sul territorio, aggiornamenti sulla approvazione di un preventivo per mappare e pianificare, la protezione dei siti sensibili e le
motivazioni tecniche del rifiuto di Iliad a terreni alternativi a quello di via Argelli. I siti alternativi proposti questa estate dal Comune avevano di fatto già in partenza problemi tecnici e nonostante la partenza della nostra mobilitazione ancora a maggio, constatiamo che solo ieri (
martedì, ndc) l'amministrazione ha deciso di riaprire la concertazione con la compagnia iliad. Ma meglio tardi che mai!"
 

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