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Nuova Marecchiese, Confartigianato Rimini invoca soluzioni contro il dramma imprese

Fratelli d'Italia e Destra sociale contro una nuova strada, piuttosto "trasporto su rotaia"

Attualità Rimini | 11:07 - 10 Febbraio 2021 Via Marecchiese (Foto di repertorio) Via Marecchiese (Foto di repertorio).


Attorno al tema della nuova Marecchiese, intesa sia come nuova strada sia come ampliamento o sistemazione di quella esistente, si stanno scatenando i pareri più diversi.

Confartigianato Rimini invoca una «Marecchiese vera, che onori finalmente quel che avvenne nel 2009 col passaggio dei comuni dell’alta Valmarecchia in provincia di Rimini, processo nel quale fummo coinvolti e che portò ad acquisire 18 mila abitanti, un 60 per cento di estensione territoriale in più e ben 1836 imprese per lo più individuali arricchirono il nostro tessuto economico. “Bentornati a casa”, dicevamo in coro in quegli anni».

Dieci anni fa uno studio commissionato da Fondazione Carim e Camera di Commercio diceva che il 62 per cento degli imprenditori dell’alta Valmarecchia ritiene decisivo un collegamento rapido con la costa. «La Marecchiese oggi è una strada più sicura, ma non basta. Le imprese dell’alta Valmarecchia hanno passato questi anni mantenendo nel loro bilancio una spesa cospicua per far fronte all’inefficienza dei collegamenti. Condizione che vale anche per residenti e studenti». Non solo turismo, quindi.

Lunedì nella sede Provincia di Rimini sarà firmato un protocollo che avvierà una nuova stagione per provare a risolvere il buco nero della Marecchiese. Al tavolo ci saranno gli amministratori, con l’ambizione di sapere cosa serve per risolvere un problema che interessa cittadini e imprese; per queste ultime ormai questione decisiva per la sopravvivenza. Un elenco di buone intenzioni, al momento. Confartigianato chiede che parta «un cammino concreto con il coinvolgimento della Regione. Il protocollo è una base di partenza, sicuramente migliorabile e certo bisognoso di ben altra sostanza quanto ad impegni. Abbiamo lottato per enfatizzare un legame storico, sociale, culturale. Se non sarà anche un legame virtuoso sotto il profilo economico, si tradirà tutto il resto».

«Una nuova strada che va a deturpare il paesaggio che abbiamo la fortuna di avere non è la soluzione ottimale, e forse nemmeno quella più funzionale», denuncia Alessio Nucci, coordinatore comunale del circolo Destra Sociale Rimini federato in FdI:  «Quello che serve alla Valmarecchia è un collegamento veloce e comodo con la riviera che possa snellire la Marecchiese, rispettando però l'ambiente e riducendo l'impatto su di esso al minimo possibile. La soluzione migliore, più ecologica e al passo con i tempi, è quella del trasporto su rotaia sfruttando magari il vecchio percorso del "trenino" che da Rimini portava a Novafeltria o costeggiando la Marecchiese stessa. In questo modo si potrebbe permettere ai residenti della Valmarecchia che lavorano in riviera di raggiungerla comodamente ed in maniera totalmente green. Al contempo renderebbe località come Montebello, San Leo o Pennabilli, per citarne alcune, più fruibili ai turisti, alleggerendo così dal traffico la marecchiese.
In un periodo storico in cui si investe tantissimo per la circolazione ecosostenibile stendere una striscia di catrame lunga chilometri e deturpare un paesaggio fantastico appare pressochè incomprensibile».

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