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Per riscatto, passione, necessità: con MyEs school lo studio dell'inglese si fa in poltrona

Da casa e presto di nuovo in presenza, in un anno e mezzo la scuola di inglese di Rimini ha conquistato oltre 450 studenti

Attualità Rimini | 19:20 - 10 Febbraio 2021 L'ingresso della scuola di MyEs Rimini in via Circonvallazione Occidentale L'ingresso della scuola di MyEs Rimini in via Circonvallazione Occidentale.


Per diletto, passione, inclusione e perché, in fondo, non è mai troppo tardi per imparare l’inglese. Da settembre 2019, il mese del suo arrivo in città, la My English school di Rimini ha già visto passare 450 studenti, tutti con esigenze diverse tra loro ma accomunati dalla voglia di imparare e migliorarsi. 

Sono tanti i tipi di studenti che stanno frequentando la scuola ora, anche in modalità online dal mese di novembre. Una formula che ha permesso agli iscritti di entrare nel circuito nazionale di MyEs, formato di 40 scuole (più due all’estero) e fondato nel 2011 a Firenze. In questo modo è possibile frequentare lezioni con insegnanti di ogni sede e sperimentare altre metodologie di apprendimento, confrontarsi con livelli diversi per mettersi continuamente alla prova.

La cosa che accomuna molti nella scelta e nella frequenza costante della MyEs di Rimini è l’ambiente, costruito secondo un preciso filo conduttore scelto per tutte le scuole: non aule ma veri e propri salottini con poltrone e tavolini dove accomodarsi e chiacchierare, prendendo appunti e imparando ad abbandonare l’embarassment per lasciare spazio alla fluency.
 


INGLESE PER RISCATTO

Elena Zambianchi ha 53 anni e abita a poche centinaia di metri dalla scuola, quindi passa spesso a piedi di fronte alla sede, che grazie a un accurato restauro architettonico si è dotata di una facciata che funziona come un grande manifesto interattivo, perché grazie a grandi finestre e spazi ariosi e luminosi permette di “entrare” nelle classi anche soltanto passeggiando sul marciapiede, creando così un ottimo effetto richiamo. Come tanti, anche Zambianchi è stata attirata «dall’impatto visivo della sede, tanto che mi sono avvicinata a loro poco dopo l’apertura. Il mio tallone d’Achille è sempre stato l’inglese: l’ho studiato da sempre, anche se non alle elementari, ma non mi sono mai sentita predisposta». Lei che è cresciuta nel negozio di abbigliamento della mamma a Forlì e lavora nell’ambito della moda non ha mai smesso di studiare, tanto che si è laureata in Culture e pratiche della moda a Rimini all’età di 48 anni. Nemmeno l’inglese, che «non posso dire di aver lasciato perdere di non esserci più entrata mentalmente a contatto. In generale sono persona che accetta i suoi limiti, ma non di non riuscire a parlare come vorrei, e visto che non ho mai avuto difficoltà in altre materie ho deciso a prendermi un impegno per poter studiare l’inglese con frequenza, cercando però un riferimento per parlare e correggermi. Continuerò ad andarci finché non avrò raggiunto l’obiettivo che mi sono posta».
 

INGLESE PER RICCHEZZA

Pier Luigi Foschi ha 75 anni e molti lo conoscono e ricordano per aver diretto per ben 25 anni i musei comunali della città. «Il mio lavoro mi ha fatto entrare spesso in contatto con la lingua, ma ricorrevo spesso e volentieri a qualche interprete. Ricordo che quando abbiamo allestito la Domus del Chirurgo ci siamo rivolti al maggiore esperto di strumenti chirurgici che venne dal British Museum di Londra: lui si arrangiava un po’ con l’italiano e io con l’inglese e devo dire che tutto sommato ci siamo capiti anche molto bene, ma ho sempre voluto impararlo in qualche modo. Ai miei tempi si studiava soltanto il francese a scuola, invece negli ultimi anni l’inglese è diventato predominante, ma non ho mai avuto il tempo di mettermi a studiarlo da me. Quando sono andato in pensione ho recuperato un po’ di tempo, ho guardato in internet e ho scelto in base alla facilità di accesso e al parcheggio». Anche Foschi, come altri, è rimasto colpito dall’arredamento e dallo stile: «Ho apprezzato fin da subito la comunicazione colloquiale e non ex cattedra. All’interno ho trovato giovani preparati e carichi di entusiasmo, che hanno fatto subito ambientare anche noi che siamo meno giovani». A conquistarlo anche le attività extra scolastiche, organizzate ogni mese: «Abbiamo visitato la città, i monumenti, abbiamo fatto cose che arricchiscono e danno un segnale di grande dinamismo». Pratico di tecnologia anche per deformazione personale (in quanto ex dirigente del Comune), Foschi sta seguendo le lezioni online, anche se aspetta con trepidazione la ripartenza delle lezioni in presenza, perché «manca la componente personale».


INGLESE PER STUDIO

Martina Angelini ha 23 anni ed è laureanda in Beni culturali a Ravenna. «Dovevo passare un esame per conseguire l’idoneità B1 in lingua inglese, ecco perché ho cercato una scuola di lingua». La sua iscrizione era finalizzata a un obiettivo ben preciso che ha già portato a termine passando con successo l’esame. «Sono riuscita a fare qualche lezione in presenza e ho apprezzato molto la formula, gli spazi aperti, le lezioni esclusivamente in inglese, visto che sono tutti insegnanti madrelingua. Avevo fatto altre ripetizioni, ma il fatto di trovarti con insegnanti di italiano ti porta a chiedere sempre spiegazioni facilitate, il che certo non aiuta». Come non sempre aiuta studiare una lingua al liceo, visto che «per i primi due anni ho fatto grammatica mentre negli altri tre soltanto letteratura». L’apprendimento dell’inglese però non può fermarsi qui: «La pratica è fondamentale, perciò prima o poi riprenderò. Mi è piaciuto il fatto di sentirmi invogliata a parlarlo, continuamente».


INGLESE PER SODDISFAZIONE


Filippo Gattei ha 39 anni e anche lui, come Zambianchi, si è iscritto alla MyEs perché ci passava davanti da un po’ e non ha potuto fare a meno di notare quella facciata di vetro, con una proposta messa in mostra all’interno che sembrava finalmente fare al caso suo: «Quando ho deciso che era arrivato il momento di riprendere in mano l’inglese mi sono rivolto a diverse scuole qui a Rimini, ma a convincermi è stato il fatto che qui c’è enorme flessibilità: puoi acquistare un pacchetto o un abbonamento di lezioni e prenotarti nell’orario più comodo per te, con la possibilità di costruire un calendario personalizzato e tarato sulle tue esigenze». Filippo non studia inglese per lavoro, che usa soltanto in rari casi essendo un commerciale della zona nel settore della termotecnica. «Sicuramente l’ho ripreso in mano per potermi muovere meglio e più agilmente all’estero. Continuerò almeno fino alla fine di quest’anno, poi si vedrà». Gattei è anche uno degli studenti più affezionati a staff e insegnanti: «Sono tutti molto bravi, ci mettono passione e sanno fare bene il loro lavoro, mettendo tutti a proprio agio e offrendo le condizioni migliori per apprendere una lingua».
Presto lo staff di via Circonvallazione occidentale 32 rivolgerà i propri servizi alle aziende del territorio con i progetti corporate: percorsi aziendali con contenuti specifici fatti su misura per imprenditori e loro dipendenti.
 

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