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Caccia al cinghiale all'Oasi Montebello Torriana, comitato accusa la regione

Il comitato chiede chiarezza, dopo l'incontro con i sindaci e la provincia, anche sul perimetro dell'oasi

Attualità Poggio Berni | 13:43 - 09 Febbraio 2021 Panoramica di Oasi di Torriana e Montebello Panoramica di Oasi di Torriana e Montebello.


L'Oasi di Torriana e Montebello rimarrebbe ridotta di 2/3 rispetto alla sua estensione naturale e rimarrebbe aperta alla caccia ai cinghiali con il metodo delle braccate. Sono i rumors relativi all'incontro tra i sindaci di Poggio Torriana, Santarcangelo e Verucchio, i rappresentanti della provincia di Rimini e l'assessore regionale Alessio Mammì, riportati dal comitato per l’Oasi di Torriana e Montebello, i cui rappresentanti, in una nota, si dicono sorpresi e tristi, esprimendo però anche la "voglia di non abbattersi e di continuare a combattere per il futuro dell’Oasi di Torriana e Montebello".  

Le amministrazioni comunali coinvolte, in una nota, spiegano invece che nulla è deciso. Nell'incontro l'amministrazione regionale, attraverso il suo assessore Mammì, ha chiarito il percorso amministrativo che ne ha determinato la modifica del perimetro, il numero dei cinghiali abbattuti e le modalità di braccata. L'assessore, spiegano i sindaci dei comuni della bassa Valmarecchia, ha espresso forte preoccupazione "per le conseguenze che il numero elevato dei cinghiali può avere sulle aziende agricole e sulla viabilità". Ma i sindaci, spiegano, hanno chiesto "attenzione verso il tema della qualificazione ambientale dell'Oasi e dell'Osservatorio naturalistico Valmarecchia", portando all'attenzione della regione le preoccupaizoni espresse dal comitato e dai cittadini. L'assssore in risposta ha annunciato la volontà di incontrare il comitato per un incontro chiarificatore.

I membri del comitato criticano l'amministrazione regionale, "lontana dal nostro territorio, dapprima quando ha eliminato la tutela di un ambiente tanto prezioso come un’Oasi naturalistica già protetto da trent’anni senza la partecipazione dei cittadini e adesso confermando la scelta da Bologna, adducendo motivazioni tecniche risibili con lo stesso metodo usato in precedenza", evidenziando in particolare che "la Regione Emilia Romagna ha la competenza amministrativa sulla caccia, ma non può decidere contro il parere dei rappresentanti del territorio espresso ai massimi livelli a favore dell’Oasi, sia con dichiarazioni pubbliche, sia con atti ufficiali fra i quali Delibere di Consiglio Comunale, Delibere di Giunta, comunicazioni ufficiali e patrocini alle iniziative del Comitato". Il comitato chiede che siano rese note le decisioni assunte nell'incontro e le posizioni espresse dai partecipanti, inoltre ribadisce la propria volontà di collaborare con le istituzioni provinciali e comunali per tutelare "l'identità ambientale di questo territorio", "più importante degli interessi particolari così ben rappresentati dall’Assessore regionale alla Caccia, Alessio Mammi”.

 

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