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Allevamento di polli a San Mauro Pascoli, Bellaria non ci sta: appello al presidente Mattarella

Il Comune riminese sta sfoderando armi inedite contro la decisione di costruire un nuovo impianto avicolo

Attualità Bellaria Igea Marina | 11:55 - 08 Febbraio 2021 Foto di repertorio Foto di repertorio.


Nonstante abbia questioni ben più urgenti e dirimenti a cui pensare, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella diventerà presto il destinatario inconsapevole di un ricorso straordinario che il Comune di Bellaria-Igea Marina sta per presentare contro la prevista realizzazione di un impianto avicolo nel vicino territorio del Comune di San Mauro Pascoli. Grazie a una delibera di giunta è già stato assegnato l'incarico al legale che dovrà rappresentare le perplessità già espresse dal sindaco Filippo Giorgetti quando l’ormai nota “questione polli” è divenuta di pubblico dominio.

"L’iter amministrativo ha visto la sostanziale esclusione del Comune da ogni forma di confronto, pur essendo prevista la realizzazione dell’impianto a meno di un chilometro dal confine comunale e a poche decine di metri da uno scolo consorziale che sversa nelle acque marittime della nostra città”. Ad aggravare quello che Giorgetti già a suo tempo ha definito quanto meno una “scorrettezza istituzionale”, la natura stessa dello stabilimento in questione: “Un’attività insalubre di prima classe, di grandi dimensioni e dall’enorme potenziale produttivo (si parla dell’allevamento intensivo di milioni di polli, ndc), che si vorrebbe in posizione vicinissima alla costa con conseguenze rilevanti sul fronte ambientale, paesaggistico ed economico. Una decisione nata nelle stanze di palazzo e tenuta sotto traccia fino a pochi mesi fa”, rimarca il sindaco. “Una scelta singolare se pensiamo che il nostro Comune siede e partecipa a tavoli di confronto su questioni rispetto a cui è infinitamente meno coinvolto in forma diretta: penso al caso del parco eolico la cui eventuale realizzazione interesserebbe le acque a Sud di Rimini. Uno scenario che ci induce a voler vederci chiaro: non sollevando una guerra contro l’uno o l’altro ente, ma sottoponendo la vicenda alla terzietà del presidente Mattarella, in nome dell’interesse pubblico di chi vive e lavora in questi territori".
 

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