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Elezioni a Rimini, la segreteria comunale del PD: "Sceglieremo il candidato ideale"

Il partito respinge le accuse uscite sui giornali, però "Petitti e Sadegholvaad dovranno aderire al lavoro della segreteria"

Attualità Rimini | 09:25 - 08 Febbraio 2021 Emma Petitti e Jamil Sadegholvaad sono i due candidati del PD per le prossime amministrative di Rimini Emma Petitti e Jamil Sadegholvaad sono i due candidati del PD per le prossime amministrative di Rimini.


Anche il Partito Democratico di Rimini si sta attrezzando per affrontare la prossima, grande sfida elettorale del capoluogo, per difendere il baluardo costruito nove anni fa con l'elezione a sindaco di Andrea Gnassi e creare un percorso di continuità programmatica. Ecco perché nella riunione della segreteria comunale del partito che si è svolta venerdì pomeriggio, il segretario Alberto Vanni Lazzari ha illustrato quali sono i punti del mandato ricevuto dalla direzione per avviare il percorso con cui consolidare quelle basi. Ai lavori, avviati quattro mesi fa e terminati a Natale, hanno preso parte oltre 150 persone, con tavoli formati anche da molti non iscritti. Ne è scaturita una bozza di programma che sarà socializzata tra i segretari del Pd e che servirà per costruire tutte le alleanze necessarie a sostenere la candidatura sposata. Sì, perché sono già due i nomi emersi dalle fila del partito per prendere parte alle prossime amministrative: Emma Petitti, attualmente presidente dell'assemblea legislativa regionale, e Jamil Sadegholvaad, assessore del Comune. Nelle prossime settimane saranno effettuati tutti i passaggi con il gruppo dirigente e i candidati già in campo per valutare, nel rispetto dei ruoli, «come procedere per la condivisione del programma e per la scelta del candidato, in modo da favorire possibili soluzioni unitarie».

Proprio sul tema candidature la segreteria comunale precisa che «lo statuto del Pd prevede due opzioni: una soluzione unitaria da portare all’attenzione della direzione comunale oppure la possibilità di ricorrere alle primarie quale strumento di selezione». Tale metodo prevede la dimensione di partito ed eventualmente anche della coalizione. A Rimini la scelta di Gnassi fu sancita proprio attraverso le primarie di coalizione. «Queste indicazioni statutarie non escludono però le cosiddette “autocandidature”, ovvero la messa a disposizione di esponenti del partito. A Rimini abbiamo già due autorevoli esponenti (Petitti e Sadegholvaad, ndc) che hanno manifestato questa volontà e che dovranno, in ogni caso, rientrare all’interno del lavoro che il partito ha stabilito nella direzione».

Il dibattito si è molto acceso su questo punto come anche sul tema delle primarie, attorno al quale «non è emersa una visione comune. Le motivazioni per evitarle riguardano preoccupazioni sull’organizzazione, difficile infatti pensare di attuarle allo stato attuale e c'è il timore che possano accentuare le differenze presenti all’interno del partito. La segreteria comunale di Rimini, unico caso conosciuto, è basata infatti sulla partecipazione strutturale dei segretari di circolo quale elemento qualificante e di massa critica, per sintetizzare le opinioni della base degli iscritti e dei simpatizzanti». Insomma non è una segreteria basata su scelte dettate dalle varie sensibilità in campo. Il percorso appare ancora lungo e articolato. (f.v.)
 

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