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Oasi di Torriana-Montebello, il futuro nelle mani di Regione e Provincia

Il comitato "I sindaci hanno rispettato gli impegni, ora speriamo che le nostre proposte siano accolte"

Attualità Poggio Torriana | 09:28 - 03 Febbraio 2021 L'oasi di Torriana-Montebello L'oasi di Torriana-Montebello.

Lunedì 8 febbraio i tre sindaci di Poggio Torriana, Santarcangelo di Romagna e Verucchio si incontreranno con i rappresentanti della Regione Emilia-Romagna e della Provincia di Rimini per decidere il futuro dell’oasi di Torriana-Montebello.

“Questo incontro è un risultato molto importante, al quale si è arrivati anche grazie al lavoro del Comitato e alle proposte di buon senso che abbiamo fatto per risolvere il problema dei cinghiali e per la tutela di questo prezioso territorio", spiegano i referenti del comitato, "Diamo atto ai tre sindaci di aver rispettato gli impegni assunti e ci auguriamo che le nostre proposte aiutino a restituire all’oasi il diritto di esistere. Dal punto di vista tecnico e scientifico è ormai chiaro a tutti che la decisione di distruggere l’oasi non serve a ridurre i cinghiali. Lo dice il Ministero dell’Ambiente attraverso l’Ispra che in vari documenti e risposte a quesiti indica come la caccia collettiva in braccata non abbia dimostrato efficacia nel contenere né le presenze di cinghiali, né i danni da questi causati. Una tesi, quella dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA) confermata anche dai numeri (i cinghiali abbattuti in braccata nel ATC RN1 con l’Oasi aperta alla caccia sono stati 1051, gli stessi dell’anno precedente con l’Oasi protetta). Per fare fronte a questa criticità ci sono altri sistemi più efficaci e non dannosi per l’ambiente, utilizzati nelle aree protette, quali i chiusini mobili gestiti dagli agricoltori locali come veniva fatto in passato nella vecchia Oasi con risultati eccellenti. L’Oasi era l’eccellenza del SIC (Sito di Interesse Comunitario) di Torriana, Montebello, Fiume Marecchia e la decisione di ridurla a una dimensione insignificante è stata politica, senza motivazioni sostenibili dal punto di vista scientifico, ma anche senza il consenso della gente. Basta ricordare la grande partecipazione senza precedenti alle iniziative organizzate sul territorio per il ripristino dell’Oasi e, più in generale, l’opinione di 8 italiani su 10 che si dicono contrari alla caccia e a ogni ipotesi di ulteriore liberalizzazione del settore venatorio (Fonte: sondaggio realizzato da Eurisko per conto dell’ENPA). Adesso spetta alla politica e ai suoi responsabili decidere se confermare o modificare la sciagurata decisione di ridurre dei 2/3 l’Oasi istituita oltre trent’anni fa. Il Comitato chiede che l’Oasi sia riportata ai suoi confini originali. Aggiungiamo solo una considerazione. La politica ha il compito di decidere in un senso o nell’altro, ma nel rispetto delle regole di chiarezza e trasparenza. Restiamo in attesa di risposte”.

Per il Comitato per l’Oasi di Torriana Montebello Riccardo Santolini, Giancarlo Zoffoli, Daniele Amati, Nicoletta Ventimiglia.
 

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