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San Marino: Garante privacy chiede conto ai social su minori 

'Dovranno spiegare quali meccanismi per controllare età utenti' 

Attualità Repubblica San Marino | 18:20 - 29 Gennaio 2021 Foto di repertorio Foto di repertorio.

"Facebook, Instagram, WhatsApp, Youtube, Twitch e Twitter dovranno spiegare all'Autorità sammarinese per la Protezione dei dati personali quali siano i meccanismi implementati per verificare che gli utenti abbiano davvero superato i 13 anni, ovvero stiano rispettando il requisito del limite di età stabilito per aderire al social network e per fruirne dei relativi servizi". E' un'iniziativa annunciata dal generale Umberto Rapetto, già comandante del gruppo anticrimine tecnologico della Guardia di Finanza e vicepresidente del Garante nella Repubblica di San Marino e dall'avvocatessa Patrizia Gigante, professionista con studi a Rimini, Milano e Torino, durante il convegno del 'Data Protection Day' in corso sul Titano. Dopo i provvedimenti del Garante italiano per la Privacy nei confronti di TikTok, a chiedere conto del loro operato ai social network e le piattaforme di intrattenimento multimediale è l'analoga struttura della Repubblica di San Marino, che mira ad una azione strutturata in modo dettagliato per analizzare i trattamenti dei dati personali raccolti da parte degli ambienti virtuali che fanno capo a Facebook, Google, Amazon e Twitter. "L'azione sistematica - sottolinea il generale Rapetto - tiene conto della transnazionalità delle operazioni di trattamento dei dati effettuate su Internet dai colossi dei siti di aggregazione sociale e dai portali che erogano filmati e dirette video, realtà che richiamano i giovanissimi ed anche i più piccoli che - fuori dal controllo dei genitori - si muovono con eccessiva disinvoltura nella giungla della Rete". "L'accertamento sarà rigoroso sotto il profilo giuridico e tecnico - aggiunge l'avvocatessa Gigante - e trova radice nell'ordinamento comunitario (il Regolamento Europeo in materia di privacy o Gdpr) e nella disciplina federale statunitense". Toccherà ora a Facebook (per Facebook, Instagram e WhatsApp), a Google (per Youtube), Amazon (per Twitch) e Twitter riferire come identificano gli utenti, come verificano concretamente il rispetto del requisito dell'età, quali siano i controlli sulla validità e sulla regolarità dei dati e degli eventuali documenti 'esibiti' da chi si iscrive, quali dinamiche, in caso di minori, riscontrino il consenso dei genitori e, infine, quali dati non necessari per l'erogazione del servizio immagazzinano, utilizzano direttamente e condividono con soggetti terzi. 

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