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Vaccinare presto medici e infermieri della sanità privata: l'appello alla regione

Tra fine febbraio e inizio marzo partirà la seconda fase della campagna vaccinale

Attualità Emilia Romagna | 16:17 - 26 Gennaio 2021 Foto di repertorio Foto di repertorio.


Una delegazione dell’area sanitaria del Comitato Unitario delle Professioni Intellettuali degli ordini e dei collegi dell'Emilia-Romagna, presieduto da Alberto Talamo, ha incontrato in videoconferenza l’assessore regionale alla Salute Raffaele Donini per avanzare una voce unitaria: estendere i vaccini nel più breve tempo possibile agli operatori sanitari che svolgono la libera professione. Si tratta di circa 30mila professionisti che non lavorano per ospedali o RSA ma che ad esempio prestano cure a domicilio assumendosi il rischio di subire il virus o di attaccarlo. Rientrano in questa categoria i medici che hanno studi privati. Gli organismi dell’area sanitaria del CUP regionale sono 6 e che gli iscritti sono circa 80mila. Una vera e propria forza trainante con cui la Regione mantiene un filo diretto ed un dialogo aperto.

Piena disponibilità ma anche concretezza da parte dell’Assessore Donini che di fronte alla richiesta del CUP ha messo in luce alcune evidenze tra cui l’obbligo, anche per la Regione Emilia-Romagna, di attenersi al Piano Nazionale dei Vaccini; inoltre sarà necessario concludere la somministrazione della seconda dose a coloro che si sono già vaccinati, dando priorità al personale sanitario e ai pazienti delle RSA.

Ad ogni modo, dal mese di febbraio potrebbe essere pronto un piano sui vaccini per i professionisti dell’area sanitaria rappresentati dal CUP. Tutti i presidenti degli ordini regionali presenti all’incontro con l’assessore Donini hanno dato disponibilità nel fornire i nominativi dei professionisti che manifestano la volontà di aderire alla campagna vaccinale.



 

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