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Contro le rotture degli acquedotti Hera mette in campo l'intelligenza artificiale

La sperimetnazione ha interessato 500 chilometri di rete tra Santarcangelo di Romagna, Riccione e Cattolica

Attualità Rimini | 13:01 - 22 Gennaio 2021 Contro le rotture degli acquedotti Hera mette in campo l'intelligenza artificiale


Acquedotto 4.0, Hera investe sull’intelligenza artificiale per prevenire le rotture della rete idrica
La manutenzione dell’acquedotto cambia pelle e si lancia nel futuro: grazie a una collaborazione con l’Università di Bologna e Rezatec, Hera sta infatti testando un algoritmo che individua i punti della rete a maggior rischio di rottura, per pianificare di conseguenza le sostituzioni mirate delle condotte. Dopo una prima sperimentazione nei comuni di Santarcangelo di Romagna, Riccione e Cattolica, nel 2021 il progetto si estenderà anche nel territorio di Forlì-Cesena, coinvolgendo complessivamente 2.800 km di rete. La soluzione sembra arrivare, per così dire, “dal futuro”, grazie a un algoritmo di intelligenza artificiale che Hera sta testando per individuare i punti in cui è più probabile una rottura della rete idrica, al fine di concentrare – proprio lì dove serve di più - le proprie attività di manutenzione.


Migliorarsi ulteriormente, quindi, non era affatto facile e per farlo non restava che insistere, ancora una volta, sull’innovazione. Di qui l’idea del Gruppo Hera di puntare per la propria capillare rete idrica sulla cosiddetta “manutenzione predittiva”, attraverso un percorso durante il quale Hera ha coinvolto prima l’Università di Bologna e, poi, Rezatec, realtà aziendale attiva nel campo Data Analytics e dell’intelligenza artificiale. Grazie a un algoritmo di intelligenza artificiale, l’obiettivo è individuare i punti dove è più probabile che la rete si rompa, per prevenire le rotture attraverso una manutenzione programmata. Dopo una prima sperimentazione che ha interessato 500 chilometri di rete della provincia di Rimini nei comuni di Santarcangelo di Romagna, Riccione e Cattolica, l’algoritmo ha già dato buoni esiti, permettendo di circoscrivere la porzione di acquedotto sulla quale si sono poi effettivamente verificate la maggior parte delle perdite. Ecco perché nel 2021 il progetto sarà ulteriormente esteso, arrivando ad abbracciare ben 2.800 chilometri di rete, comprensivi non soltanto del riminese ma anche di un tratto di acquedotto dell’area di Forlì-Cesena.
E non è tutto: analizzando con l’Università di Bologna i fattori che aumentano il rischio di rottura, è stato possibile aggiornare le linee guida che orientano la scelta del materiale per i rinnovi delle condotte. L’obiettivo è quello di individuare la soluzione specifica che a fronte del contesto in cui avviene la posa, del tipo di terreno e della temperatura ambientale, minimizzi il rischio di rottura.
 

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