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Colpo alla banca di Cerasolo, in carcere uno dei tre rapinatori: incastrato dal dna

La traccia trovata sul collo di una bottiglia di plastica. Con la rapina si erano portati a casa 61 mila euro

Cronaca Coriano | 09:08 - 21 Gennaio 2021 Il buco praticato sulla parete di confine con la banca di Coriano Il buco praticato sulla parete di confine con la banca di Coriano.


Un colpo da ben 61 mila euro quello messo a segno il 16 settembre 2019 alla filiale della banca Crèdit Agricole di Cerasolo Ausa, nel Comune di Coriano dove tre malviventi armati di pistole e fucili mitragliatori erano riusciti a introdursi nella banca praticando un foro nella parete di un locale confinante. Dopo aver immobilizzato i dipendenti con delle fascette di plastica, i rapinatori si erano fatti aprire la cassaforte e si erano impossessati del bottino, facendo poi perdere le proprie tracce.

Attimi di puro terrore ricostruiti dai carabinieri della sezione operativa della compagnia di Riccione, immediatamente accorsi sul posto per le prime indagini tecnico-scientifiche. E proprio grazie a un accurato sopralluogo e al repertamento delle tracce lasciate dai malviventi, i carabinieri sono giunti a dare esecuzione a un provvedimento di custodia cautelare in carcere nei confronti di un noto pluripregiudicato, 46enne milanese, agli arresti domiciliari per altri reati simili a Savignano sul Panaro (MO). Ad incastrare l’uomo è stata una traccia del suo dna rinvenuta sul collo di una bottiglia in plastica ritrovata dai carabinieri nei locali in cui i malviventi si erano nascosti ed avevano praticato il foro di accesso alla banca.

La misura restrittiva è stata emessa dal Gip del tribunale di Rimini a seguito di richiesta del Pubblico Ministero Sgambati ed è stata eseguita giovedì mattina. Anche le immagini del circuito di videosorveglianza hanno permesso agli investigatori di riscontrare la compatibilità della corporatura del sospettato con il soggetto travisato, immortalato dalle telecamere, definitivamente incastrato dalla prova del dna. L’uomo è stato tradotto nel carcere di Modena, dove rimarrà ora a disposizione dell’autorità giudiziaria per il rituale interrogatorio di garanzia, mentre proseguono le indagini degli carabinieri per addivenire all’identificazione dei due correi.
 

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