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Ciclabile Rimini Novafeltria e ponte tibetano, i soldi ci sono ma i lavori non partono

Esiste un progetto già finanziato con 2,8 milioni di euro previsti per i percorsi della via Francigena e la via di San Francesco e del cosiddetto ponte Tibetano

Attualità Novafeltria | 05:34 - 24 Gennaio 2021 Bozza di un ponte che collega le sponde del Marecchia Bozza di un ponte che collega le sponde del Marecchia.

Il Ponte tibetano che collega i tracciati  tra la sponda destra e sinistra del fiume Marecchia che fine ha fatto? E' la domanda sorta all'interno del dibattito aperto sulla ciclabile Rimini-Novafeltria e sul potenziale turistico di un ipotetico tracciato collegato, asfaltato e segnalato sui modelli delle ciclabili del Trentino che sono oltre 400 km.

Le nostre riflessioni sul tema e l'idea hanno riscosso il consenso di migliaia di lettori. Uno di essi, di Villa Verucchio, ha sottolineato che la ciclabile sarebbe un'ottima via di comunicazione. Da tempo usa la propria Mountain Bike per recarsi al lavoro, ma ora, essendo la ciclabile interrotta, sarebbe costretto a percorrere dei tratti della Statale 258, che giustamente reputa pericolosa. Qualcosa però a livello istituzionale e politico si muove. Il sindaco di Novafeltria Stefano Zanchini, da sempre favorevole allo sviluppo del cicloturismo, incontrerà l’ingegnere responsabile dei lavori di posizionamento del metanodotto Rimini/San Sepolcro per capire se si possa sfruttare il ripristino dello scavo (vedi fotogallery): per posizionare le tubazioni, vengono scavati dei larghi "corridoi" che potrebbero diventare il tracciato della ciclabile (peraltro in gran parte parallela a quella esistente e corrosa dall'azione erosiva del fiume). Infatti, da quanto ci risulta, una volta ripristinata la posa in opera, per una cinquantina di metri a destra e sinistra non si potrà costruire nulla, ma questo non precluderebbe la realizzazione della ciclabile. Il problema sorge piuttosto sui terreni espropriati per i lavori: l'obbligo di ripristino prevede che essi tornino nelle condizioni precedenti alla realizzazione del metanodotto. Oggettivamente è difficile che un proprietario accetti il passaggio di una pista ciclopedonale sul proprio terreno. Altro problema il ripristino già iniziato in alcuni tratti degli scavi. Ad ogni modo il sindaco Zanchini si incontrerà con l’ingegnere responsabile per capire se ci siano i margini e i tempi per salvare, recuperare o, perché no, "barattare"  tratti della ciclabile, cogliendo l’occasione data dall'apertura di un cantiere così imponente.

LE CRITICITA' DELLA CICLABILE Sono numerose le criticità riscontrate nel tracciato che parte dall’alta Valmarecchia e precisamente dalla località Ponte Molino Baffoni, e si sviluppa sul lato destro del fiume Marecchia guardando il mare; in primis esso è completamente interrotto da Ponte Molino Baffoni a Novafeltria per l'azione di erosione del fiume Marecchia, da Novafeltria a Ponte Santa Maria Maddalena per la posa delle tubazioni del nuovo metanodotto. Ad ogni modo, in direzione Rimini, a Ponte Santa Maria Maddalena è comunque necessario scendere dalla bicicletta per affrontare qualche ripido gradino e portarsi sulla strada statale 258. Da qui si attraversa il ponte e si riprende la ciclabile fino a Pietracuta, che si conclude nel cantiere della Cbr. La ciclabile da Pietracuta riprende la via verso Rimini sul lato sinistro del fiume, all'opposto della ciclabile Novafeltria-Pietracuta, praticamente al Santuario Madonna Eramo di Saiano (altra bellezza turisticamente da visitare), fino ad arrivare a Ponte Verucchio, ma di mezzo c’è il Marecchia da guadare: di inverno è ovviamente impossibile, per la piena del fiume, mentre in estate il Comune di San Leo colloca una passerella mobile, che consente a pedoni e ciclisti di attraversare il fiume, raggiungere la sponda  lato sinistro e proseguire  in primis fino a Ponte Verucchio,  poi in direzione Rimini, scegliendo due opzioni di ciclabile: lato sinistro che passa per Poggio Berni-Santarcangelo, oppure l'attraversamento del Ponte di Verucchio e il percorso, fino a Rimini, che passa sulla sponda lato destro, attraversando i territori di Villa Verucchio (costeggiando i verdi prati del gol club). E' dunque  indispensabile una passerella per collegare i tracciati provenienti da Rimini a quello proveniente da Novafeltria. In realtà esiste già un progetto finanziato con 2,8 milioni di euro,  contributi statali assegnati alla regione Emilia Romagna e previsti per i percorsi della via Francigena e la via di San Francesco. Ci chiediamo ancora una volta  perché i progetti della Valmarecchia rimangano sempre fermi al palo mentre quelli della  città di Rimini in breve tempo vengano sempre portati a compimento. Sulla questione (il progetto già finanziato della passarella tibetana che consentirebbe di attraversare il Marecchia e collegare le ciclabili provenienti da Rimini con quella proveniente alla Valmarecchia) abbiamo sentito l'ex sindaco di San Leo, Mauro Guerra.

In che anno è venuta l’idea di pensare al Ponte Tibetano per collegare le 2 ciclabili? 

«
In realtà, il percorso logico è stato diverso. Come spesso accade nella pubblica amministrazione, le  coperture economiche per i progetti o opere, quando non disponibili localmente, vanno ricercate in altro modo e presso altri Enti. Non sempre con successo.

In questo caso, l'intuizione di poter finanziare opere per migliorare, anche,  “la ciclabile” Rimini – Novafeltria, soprattutto nei suoi punti più critici, prende corpo nel 2016.

Quello era l' “anno dei cammini” voluto dal  Ministro Dario Franceschini con l’intento di valorizzare il ricco patrimonio composto dalla rete di Cammini – storici, naturalistici, culturali e religiosi – che attraversano il Bel Paese.

Alla proclamazione, seguirono in effetti Delibere CIPE con risorse dedicate (maggio, novembre 2016) anche per i “cammini” compresi nell'“accordo MIBACT n.31” I cammini religiosi di San Francesco, San Benedetto e Santa Scolastica”.

Sul finire del 2017 era chiaro che le Regioni interessate avessero avuto, prima o poi, il compito di approvare la ricognizione degli interventi prioritari.

Così, oneri ed onori, chiesi espressamente di poter essere delegato fra i Sindaci dell'Unione Valmarecchia a seguire la traccia di lavoro, correlandomi con i parlamentari locali, gli assessori ed i consiglieri regionali, nella convinzione che qualche possibilità vi fosse, motivato anche dalla costante spinta propulsiva del Comitato del passaggio di Regione.

Così, ad una prima sommaria ricognizione sulle necessità/opportunità del Cammino di San Francesco inviata alla Regione (gennaio 2018), ne è seguita una molto più puntuale, grazie all'ausilio “sul campo” dell'Ass. Umana Dimora di Rimini e dei tecnici Comunali, in grado di censirne ed ordinarne le maggiori criticità di transito.

Così, il Presidente dell'Unione Valmarecchia Marcello Fattori, dopo approvazione in Giunta Unione, ha inviato l'intera ricognizione entro la scadenza concessa (novembre 2018) alla Regione Emilia Romagna. Dopo approvazione in Giunta Regionale, la stessa è stata trasmessa al MIBACT.

A seguire, i contenuti dell'accordo n.31 si sono poi evoluti fino all'emanazione di un Decreto Ministeriale MIBACT nel dicembre del 2019 (non appena il Turismo è ritornato a quel Ministero) con circa 1.000.000 di euro per il tratto Emiliano Romagnolo del Cammino Rimini-Verucchio-San Leo-La Verna. Ad oggi, l'attuale Presidente dell'Unione Stefano Zanchini sta tenendo le fila con la Regione, per gli ulteriori passaggi burocratici.

Ora, come ben sanno gli escursionisti, il “cammino” insiste in gran parte sulla parte bassa e mediana della “ciclopedonabile” del Marecchia, per poi lasciarla e dirigersi da Novafeltria verso S.Agata Feltria e La Verna.

Giocoforza, uno degli interventi strategici e più importanti per garantire la funzionalità del percorso era ed è  la messa in sicurezza dell'attraversamento del Marecchia all'altezza di Saiano.

Stimato prudenzialmente in 600.000 euro, è stato ipotizzato in guisa di un suggestiva passerella sospesa del tipo “ponte tibetano metallico”, alla stregua di quelli, molto apprezzati, che si possono percorrere nei prestigiosi scenari naturali della Val di Rabbi o della Valtellina, divenuti ormai veri e propri attrattori escursionistici.

E' indubbio infatti che questa sfida funzionale, tecnologica ed estetica, necessiti, in quel tratto del Fiume Marecchia che tanti affascina, di soluzioni delicate, non invasive sull'alveo, sostanzialmente reversibili e sicure.

Nelle Dolomiti ed in altri meravigliosi luoghi italiani  vi sono già riusciti con successo».

Ha senso un’opera del genere oggi che la ciclabile è tutta interrotta?

«
Secondo me l'opera è strategica, mettendo in sicurezza un frequentatissimo attraversamento del Marecchia; un guado poco insidioso nella bella stagione, ma pericoloso nella brutta stagione. La continuità di un attraversamento non più stagionale cambierebbe di molto le cose, sprigionando  opportunità varie dell'indotto sportivo ed escursionistico (trekking, e.bike, ecc). Se poi l'opera stessa diventasse di per sé un ulteriore attrattore, la frequentazione raggiungerebbe numeri considerevoli».

Lei crede nell’idea che la ciclabile Rimini - Novafeltria porterebbe introiti turistici?

«
Credo che un percorso sicuro, percorribile tutto l'anno ed adeguatamente attrezzato possa sprigionare microeconomie di tutto rispetto. Accade già in altre zone italiane meno vocate della Valmarecchia e , con la diffusione delle e.bike, la platea di coloro che possono pedalare verso l'alta valle da Rimini, anche senza essere adeguatamente allenati, si è notevolmente ampliata».

Al Sindaco di Novafeltria e presidente Unione dei comuni Valmarecchia Stefano Zanchini abbiamo chiesto a che punto è la realizzazione della Passarella Tibetana, cosa manca e quali saranno i tempi:


«Rifacendomi a quanto dettagliatamente illustrato dall’ex sindaco di San Leo Mauro Guerra a suo tempo delegato dall’Unione dei Comuni Valmarecchia a seguire il tema del Cammino di San Francesco Rimini-La Verna, ad oggi ci sono importanti aggiornamenti. Il Mibact ha richiesto alle regioni di raccogliere da tutti i Comuni le schede relative alle richieste di anticipo del primo 5% del finanziamento assegnato. Il referente regionale Dr.ssa Laura Schiff ci sta seguendo in questo percorso in quanto è compito della Regione trasmettere al Ministero tutti i documenti. Gli interventi previsti ricadono sui Comuni di Santarcangelo di Romagna, San Leo, Verucchio, Maiolo, Novafeltria e Sant’Agata Feltria, ma del milione di euro previsti, ben 600.000 sono allocati per l’attraversamento del fiume Marecchia ai piedi del Santuario di Saiano fra i comuni di Poggio-Torriana e San Leo. Trattasi di un ponte tibetano metallico sul Marecchia, incardinato in un contesto paesaggistico prezioso ed in grado di sollecitare numerose sensibilità. L’altro importante intervento di 135.000 euro sarà a favore di un funzionale sistema di sostegno del Cipresso di San Francesco posto nel Convento Francescano di Villa Verucchio, un patriarca arboreo di interesse nazionale. Si tratta di interventi pilota, su elementi identitari, “luoghi del cuore” che saranno in grado di muovere più sensibilità e determinare riflessi socio-economici importanti. Per questi due fondamentali interventi, che avranno anche un’eco mediatica nazionale, abbiamo chiesto aiuto e collaborazione alla nostra Regione per guidare il processo e procedere.  La speranza è che il ministero accolga e risponda celermente al fine di avviare il conseguente iter progettuale»

INIZIATIVE PRIVATE In attesa di sviluppi su questi importanti fronti, a Novafeltria qualcosa si muove. Diverse iniziative private hanno iniziato a percorrere la direzione giusta, è prossima infatti a Novafeltria l’apertura di Valmarecchia E-Bike Experience.  Tre ragazzi investiranno in un negozio di noleggio EBike: attraverso un servizio guide sarà possibile visitare e percorrere, in sella, i luoghi e i sentieri più suggestivi dell’entroterra. Sono già stati "mappati" otto percorsi. Un albergatore di Novafeltria ha invece allestito una Bike Room con attrezzature per la manutenzione delle biciclette e videosorveglianza. L'auspicio è che questi investimenti possano essere gratificati dai tanto attesi investimenti sulla ciclabile Rimini-Novafeltria.


 

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