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Stop asporto nei bar alle 18: "Non penalizzare la maggioranza dei gestori, che lavorano in sicurezza"

"E il codice Ateco del bar è lo stesso delle pizzerie da asporto e di attività analoghe, che dovrebbero abbassare la serranda a quell'ora"

Attualità Emilia Romagna | 20:30 - 11 Gennaio 2021 Macchina del caffè al bar Macchina del caffè al bar.


“L’azione di contrasto al virus è assolutamente prioritaria, soprattutto di fronte al possibile aumento del contagio nel Paese ipotizzato dagli esperti. Ma occorre fare attenzione a prendere decisioni che rischiano solo di penalizzare attività che si possono svolgere in sicurezza e categorie economiche ormai al limite. Mi riferisco alla possibilità di fermare alle 18 l’attività di asporto da parte dei bar, di cui si parla in merito al nuovo Dpcm cui lavora il Governo: la gran parte di questi esercenti gestisce i locali in maniera più che corretta e la maggioranza di loro non può pagare colpe di pochi, che ancora oggi permettono o addirittura favoriscono assembramenti fuori dai locali stessi. Su questo, anzi, chiediamo con forza che si facciano controlli massicci fuori da bar e locali dove si creano tali situazioni”. 

Così l’assessore regionale al Commercio, Andrea Corsini, che prosegue: “Ricordo poi che il codice Ateco dei bar è lo stesso delle pizzerie e di altre attività analoghe, che ovviamente dovrebbero abbassare la serranda a quell’ora, cosa difficilmente spiegabile alla luce dei protocolli di sicurezza che permette loro di operare con tutte la garanzie necessarie”.

Sul tema si inserisce anche il commento di Malko Mambelli, proprietario del "No Limits" e segretario provinciale di M.I.O. Emilia-Romagna: «Domenica ho aperto ma a fine giornata mi sono reso conto che non avevo coperto nemmeno le spese vive gestionali: ormai la movida del centro si è adeguata ai tempi che corrono, diventando una "covida"». Alla questione struscio si aggiungono i controlli repressivi delle forze dell'ordine: «Tra venerdì e domenica le pattuglie della polizia locale hanno battuto a tappeto la zona e nonostante il plauso per la loro attività, al controllo si subentra spesso e volentieri la repressione, ma nessuno vuole eludere le regole ed è per questo che appare frustrante vedere pattuglie ventilare di far chiudere tutti i locali qualora gli avventori non rispettino o accettino le regole. Viviamo in un mondo sempre più alla Orwell».