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Caos scuole, riapertura sempre più incerta e confusa. Santi: "Contagi bassi, classi sicure"

Il presidente della provincia è intervenuto dopo che una docente avrebbe dichiarato pubblicamente la pericolosità del rientro a scuola

Attualità Rimini | 09:53 - 08 Gennaio 2021 Caos scuole, riapertura sempre più incerta e confusa. Santi: "Contagi bassi, classi sicure"



Il caos attorno alla ripresa delle lezioni degli studenti delle scuole superiori a livello nazionale e a cascata regionale e poi locale sta accendendo da giorni anche il dibattito a livello provinciale, e continuerà a farlo almeno finché non ci sarà una convergenza sulle date, se non anche dopo.

Sul tema interviene il presidente della Provincia Riziero Santi che tramite una nota alla stampa contesta le dichiarazioni, pubbliche e private, di Irina Imola, docente di scuola pubblica, la quale avrebbe esternato le sue preoccupazioni circa la ripresa dell’attività scolastica in presenza «spingendosi a definire le scuole insicure e scomodando termini come “follia” e “martirio”».

«Non è possibile far cadere queste gravi affermazioni senza precisare che le strutture scolastiche di Rimini rispondono pienamente a canoni di sicurezza infrastrutturale, che la ripresa in presenza avverrà gradualmente, al 50 e poi al 75 per cento come stabilito dalla normativa e che l’organizzazione degli orari e delle attività didattiche, in capo alle scuole stesse e quindi al personale scolastico, è definita dovendo osservare scrupolosamente i protocolli anti-covid», lamenta Santi. «Dire che le scuole sono insicure significa assumersi una responsabilità molto precisa e pesante. Sono pronto ad affiancare la prof Imola in tutte le verifiche del caso nella convinzione che la scuola debba riaprire al più presto e che sia il luogo in assoluto più sicuro dove possano trovarsi gli studenti ed anche il personale, come peraltro accertato dall’Istituto Superiore di sanità che ha dichiarato che nelle scuole si ha una percentuale di contagio pari al 2 per cento, molto inferiore ad altri luoghi come famiglie e luoghi di lavoro diversi».