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Torna "Babbo natale in carcere", il progetto per i figli dei detenuti affidati all'Uepe

L'iniziativa quest'anno non si è potuta svolgere in carcere, ma i partecipanti hanno cercato di rendere lo stesso il giorno speciale

Attualità Rimini | 11:28 - 06 Gennaio 2021 L'edizione 2021 del babbo natale in carcere a Rimini L'edizione 2021 del babbo natale in carcere a Rimini.


Lunedì per alcuni bambini è stata una giornata di vera festa, nonostante il contorno e la distanza da una delle figure più importanti, quella del loro papà. Grazie al progetto “Babbo natale in carcere” i papà in affidamento all’Uepe hanno ricevuto un dono speciale grazie alla collaborazione di alcune associazioni di volontariato. L’iniziativa si è svolta nel ristorante “Come stai?” sede dell’associazione Team Bòta, e fa parte di un progetto che tradizionalmente viene fatto nel periodo natalizio per allietare le feste dei figli delle persone recluse nella casa circondariale Casetti di Rimini, la quale ospita l'iniziativa nella ludoteca. In quel giorno speciale i bambini hanno la possibilità di passare, con i propri papà, una giornata spensierata.

In questa occasione e nell’impossibilità di stare vicini ai loro papà, babbo natale ha consegnato i doni in un’altra location dove sono giunte molte famiglie, anche da lontano. La giornata stata resa possibile grazie a Team Bòta, ai volontari dell’associazione Papillon e alla generosità delle famiglie riminesi che hanno donato tempo e giochi. Gloria Lisi, vicesindaca di Rimini e presente all'iniziativa, è da sempre molto attenta alla ricostruzione delle relazioni familiari e sociali necessarie per il reinserimento dei detenuti. “Sostenere le famiglie delle persone detenute, in particolare quando siano presenti minori, partendo dal presupposto che l'uomo non è mai riconducibile solo al suo errore ed è dalla famiglia che parte la motivazione al cambiamento e al recupero. Questo diminuisce realmente il rischio delle ricadute e ci aiuta a costruire ponti tra il detenuto e la società civile".

Il progetto, finanziato da risorse comunali e regionali, è sostenuto dal piano di zona per la salute e benessere Sociale che promuove il percorso area Carcere, a cui aderiscono vari enti del terzo settore: Caritas Rimini, Centro per le famiglie del Comune di Rimini, le cooperative Millepiedi e Centofiori, ApG23 Arcobaleno ed Enaip. Gli interventi si realizzano grazie alla collaborazione dell’amministrazione penitenziaria e l’area Educativa della casa circondariale.