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Novafeltria, un grazie ai medici dell'ospedale: "Hanno assistito mio padre malato con grande amore"

La lettera della figlia di un uomo di Casteldelci, deceduto ieri (domenica 3 gennaio)

Attualità Novafeltria | 19:39 - 04 Gennaio 2021 Ingresso dell'ospedale Sacra Famiglia di Novafeltria Ingresso dell'ospedale Sacra Famiglia di Novafeltria.


Un ringraziamento al personale dell'ospedale Sacra Famiglia di Novafeltria, per la dedizione, l'umanità e la gentilezza prestate nella cura e nell'assistenza di Noviglio Travaglini, un cittadino di Casteldelci di 78 anni sottratto ieri (domenica 3 gennaio) all'affetto dei suoi cari da un male incurabile, che gli è stato diagnosticato il 29 febbraio del 2020. E' la figlia a scrivere una lettera di ringraziamento al personale medico e infermieristico: "Hanno accompagnato nostro padre con amore e gentilezza, pandemia o non pandemia, e quando non c'era più niente da fare per il suo corpo, sono passati dal curarlo al prendersene cura. Grazie al dottor Arduini e a tutta la squadra del reparto di medicina di Novafeltria. La gratitudine e' la memoria del cuore e voi rimarrete nei nostri insieme al dottor Veneroni". 

Prendersi cura del malato in tempi di pandemia Covid, quando i contatti con i propri cari si affievoliscono e si azzerano, è una responsabilità ancora più grande: "Le persone sono ridotte a corpi da curare, via i bisogni psicologici, via gli affetti. Bisogna limitare i contagi .Chi lavora in sanità vive col terrore di ammalarsi e di ammalare. E allora chi si prende cura di chi sta male?". Allora entrano in gioco l'umanità e la sensibilità degli operatori, qualità che non si apprendono sui libri: "Ti insegnano a far nascere, corsi preparto, libri su libri da leggere , ma chi ci insegna a morire?  La morte e' un tabù. La paura più grande di ogni persona. Cerchiamo di tenerla lontano, di non nominarla neppure. Invece loro, gli angeli con il camice, quante persone accompagnano verso l' ignoto?".

Non ci sono familiari, non ci sono le badanti, tutto ricade sulle spalle del personale ospedaliero: "Fanno come gli eroi, o perlomeno questo è quello che è successo a noi, accuditi fino all'ultimo respiro del reparto di medicina di Novafeltria, proprio una Sacra Famiglia", scrive la figlia dell'anziano nella lettera, che abbiamo voluto rendere pubblica, per dare testimonianza dell'umanità di uomini e donne che non vogliono essere chiamate eroi e che con dedizione si spendono per la cura del prossimo, anche in una situazione di grave pressione come una pandemia. 
 

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