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Vaccino AstraZeneca: il sì alla distribuzione potrebbe arrivare entro metà febbraio

L'azienda ha presentato all'Ema i dati a supporto dalla richiesta di autorizzazione condizionata all'immissione in commercio

Attualità Rimini | 12:09 - 01 Gennaio 2021 Foto di repertorio Foto di repertorio.


Astrazeneca ha presentato ieri (sabato 31 dicembre) all'Agenzia europea per i medicinali (Ema) i dati a supporto dalla richiesta di autorizzazione condizionata all'immissione in commercio del proprio vaccino, quello su cui l'Italia ha puntato nella "lotta" al nuovo coronavirus, ordinandone i maggiori quantitativi. Una buona notizia, rivelata ad Adkronos da Guido Rasi, ex direttore esecutivo dell'ente regolatorio europeo, docente di Microbiologia all'università di Roma Tor Vergata. perché a questo punto l'Ema dovrà dare il proprio ok in un lasso di tempo quantificabile tra i 15 e i 30 giorni lavorativi. Nella peggiore delle ipotesi, il via libera arriverebbe intorno al 15 febbraio. Considerato che nella nostra regione la campagna di vaccinazione riservata a tutte le categorie (partendo dagli anziani) è fissata per il 1 marzo, il target di immunizzare gran parte della popolazione per maggio potrebbe concretizzarsi. Ma non solo: rassicurazioni sulla campagna di vaccinazione sono giunte anche da Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di sanità, che ha annunciato per l'Italia 62 milioni di dosi di vaccino tra Pfizer e Moderna (il via libera dell'Ema è atteso per il 6 gennaio):  "Disporre di 62 milioni di dosi nella prima parte del 2021 significa poter vaccinare 31 milioni di persone, cioè il 50% della popolazione. E anche togliendo quella quota del 7-8% in cui magari il vaccino non funziona, vuol dire comunque che 23 milioni di italiani, un terzo di tutta la popolazione, sono protetti da Sars-CoV-2".