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Il Tar annulla la maximulta a Hera per abuso di posizione dominante

Quasi 1,9 mln per mercati collegati a differenziata carta in Emilia Romagna

Attualità Emilia Romagna | 17:35 - 22 Dicembre 2020 Hera ambiente Hera ambiente.


È stata annullata la maxi sanzione da 1.898.699 euro inflitta nel 2014 dall'Antitrust a Hera e Herambiente per abuso di posizione dominante nei mercati collegati alla raccolta differenziata di carta in numerosi comuni dell'Emilia-Romagna.  La decisione è contenuta in due identiche sentenze con le quali il Tar del Lazio ha accolto altrettanti ricorsi proposti proprio da Hera Holding Energia Risorse Ambiente ed Herambiente.

Secondo la ricostruzione dell'Antitrust, Hera, che gestisce in monopolio la raccolta differenziata nelle province di Bologna, Modena, Ferrara, Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini, e Herambiente, avevano abusato della loro posizione dominante "impedendo l'accesso ai rifiuti cellulosici da raccolta differenziata urbana congiunta ai concorrenti della propria controllata Akron, operante nella produzione e vendita del macero destinato alle cartiere". Per il Tar, però, nel caso specifico, l'Antitrust "si è limitata ad affermare che l'elisione della concorrenza con la forma dell'abuso come contestato si era svolta perché la ricorrente aveva omesso di dare luogo a modalità competitive nello scegliere il soggetto affidatario della fase del recupero, mettendo quindi a confronto con terzi l'operatore 'infragruppo' Akron. In realtà, la ricorrente ha fornito elementi solidi a dimostrazione del fatto che solo l'affidamento 'infragruppo' avrebbe potuto preservare, attraverso la comunque esercitata potestà di sovraordinazione, la qualità del servizio in gestione, a vantaggio dell'interesse pubblico alla maggiore sostenibilità ambientale del ciclo dei rifiuti e, quindi, a vantaggio anche dello stesso utente/consumatore"; ed è stata ritenuta condivisibile "anche l'altra osservazione della ricorrente, secondo cui la deliberata scelta di affidare all'interno del gruppo la fase del recupero dei rifiuti non rappresentava un 'vulnus' a un mercato estraneo all'area principale della propria attività, ma la modalità più efficiente per adempiere ad un ben preciso dovere ordinamentale".

Da tutto ciò deriva che "l'Agcm non ha adeguatamente approfondito" la questione; e "senza l'individuazione di alternative effettivamente equiparabili, non si ravvede quell'abuso di posizione dominante invece individuato dall'Agcm". Ad avviso dei giudici, in conclusione "ricorreva in capo all'Autorità l'obbligo di verificare se il comportamento di Hera nell'affidamento 'infragruppo' fosse stato orientato esclusivamente a escludere dal mercato, a favore di Akron, concorrenti che fossero però altrettanto efficienti e potessero assicurare una gestione qualitativa analoga a beneficio dei consumatori/utenti. Tale indagine è restata molto a margine dell'attività istruttoria svolta dall'Agcm".