Martedì 19 Gennaio19:24:35
Android
 | 
iOs
 | 
Mobile

Stufe pericolose, la Guardia di finanza ne sequestra 828 a Rimini

Sotto la lente un'azienda che le produce in provincia: partita anche l'attività di rintraccio

Cronaca Rimini | 10:55 - 21 Dicembre 2020 Foto di repertorio Foto di repertorio.


I finanzieri di Rimini hanno intensificato i controlli per prevenire la vendita di prodotti pericolosi o non conformi alle normative sul commercio, in particolare stufe al quarzo di origine cinese ritenute pericolose per un alto rischio di shock elettrico.

Delle oltre 12 mila prodotte e vendute da una società con sede in provincia di Rimini, 828 sono già state sequestrate dai militari del nucleo di polizia economico-dinanziaria della Guardia di finanza mentre le altre, distribuite in oltre 150 città, sono oggetto di rintraccio a cura dei reparti del corpo competenti per ogni sede. Nel corso dell’intervento in relazione al ruolo svolto dalla società riminese nella catena commerciale, in qualità di “fabbricante” italiano del prodotto si è proceduto a contestare la prevista sanzione amministrativa dell’importo minimo da 10 mila a 60 mila euro, la cui quantificazione finale sarà ricalcolata per competenza dalla Camera di commercio.

L’attività è scaturita da una segnalazione inserita dall’autorità di vigilanza del mercato ungherese (oltre 400 stufe erano state vendute in altri paesi europei e quasi 200 in paesi extra Unione europea) nella piattaforma telematica comunitaria denominata “Gras-Rapex”. Le stufe sequestrate erano risultate pericolose e con rischio “alto” del tipo “ustioni - shock elettrico”. Gli ulteriori approfondimenti investigativi hanno consentito di ricostruire l’intera filiera commerciale, ossia, la distribuzione/vendita di ulteriori 11 mila pezzi a diversi negozi, dislocati in tutta la penisola, in circa 150 città, per i quali, atteso la pericolosità, si è proceduto ad attivare i reparti del Corpo territorialmente competenti per il completamento del sequestro del prodotto.