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No di Riccione al piano riapertura delle scuole al 7 gennaio: "Governo zero soluzioni"

Attacco del sindaco Tosi ai ministri Azzolina e De Micheli e al presidente della provincia Santi

Attualità Riccione | 13:50 - 19 Dicembre 2020 Renata Tosi, sindaco di Riccione Renata Tosi, sindaco di Riccione.

Renata Tosi annuncia che in qualità di sindaco di Riccione non firmerà il piano per la riapertura delle scuole superiori, dal prossimo 7 gennaio, previsto dalla provincia di Rimini che, evidenzia il primo cittadino della Perla Verde, non modifica il calendario delle lezioni, così «centinaia di ragazzi arriveranno ai cancelli di scuola contemporaneamente. Solo Riccione ha 2527 studenti delle superiori». Già da settembre, spiega la Tosi, «prima ancora della definizione degli inamovibili calendari delle lezioni, andava predisposto un calendario diviso tra mattina e pomeriggio». La Tosi attacca le istituzioni provinciali («Dov'era la provincia, mesi fa, quando si poteva tentare di prevenire parte del problema sui mezzi pubblici?») e soprattutto il governo: «Perché solo oggi sono stati distribuiti i questionari per capire con esattezza quanti sono gli studenti che usano i mezzi pubblici e la loro provenienza? E' chiaro che sarà impossibile e inutile per i vigili urbani controllare gli assembramenti». Continua la Tosi: «E' il Governo zero soluzioni del "non ci resta che chiudere"», in quanto, «se il Governo non si muove sull'organizzazione scolastica e sull'organizzazione dei trasporti, su cui ha già un ritardo enorme, è chiaro che l'obiettivo è quello di negare agli studenti la scuola in presenza, scaricando le responsabilità su tutti gli altri».  Nel mirino i ministri Azzolina e De Micheli: «Non c'è mai stata la capacità politica, da parte dei ministri Azzolina e De Micheli, di attuare misure tali da risolvere le problematiche e garantire davvero la riapertura di tutte le scuole in presenza il 7 di gennaio, come a dire "noi le scuole le apriamo, gli autobus ci sono, il resto sono cavoli vostri e se i contagi salgono non ci resta che chiudere"».

 

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