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I pericoli della vigoressia: quando sport e dieta diventano ossessione

Allenarsi troppe ore al giorno e ricercare un corpo perfetto possono diventare una patologia

Sanità Rimini | 13:28 - 18 Dicembre 2020 Allenamento in palestra Allenamento in palestra.

Continuano i nostri approfondimenti sulla nutrizione. Talvolta la dieta e l'attività sportiva possono diventare ossessione, quando l'attenzione per la dieta diventa maniacale e la persona è ossessionata al tono muscolare e dedica troppo tempo agli allenamenti. Il Dr. Samuele Valentini, biologo nutrizionista di Rimini, ci parla di cosa significa acquisire un giusto percorso alimentare.

Dieta sana e attività fisica sono prescritte alla stregua di farmaci da medici e nutrizionisti, in virtù dei loro benefici per la salute umana. Ma è sempre così? 

Esiste una forma ossessivo-compulsiva denominata vigoressia, o anoressia inversa, caratterizzata dall’ossessione per il tono muscolare, forma fisica e allenamento. Così però vita sociale e lavoro finiscono in secondo piano. 

Anche l’attenzione maniacale per la dieta rientra tra i disturbi compulsivi, quelli del comportamento alimentare. In questo caso si parla di ortoressia, e si manifesta con la costante ricerca di un’alimentazione iper-salutistica, nonché l’abolizione dei cibi ritenuti dannosi per la salute. 

Allenarsi troppe ore al giorno, ricercare un corpo perfetto e preoccuparsi troppo dell’aspetto esteriore possono essere alcuni sintomi del disturbo, e diventare a tutti gli effetti una patologia. 

E le difficoltà più grandi sono nel comunicarlo al paziente, che ha una visione distorta della realtà, essendo convinto di percorrere la strada migliore. Il trattamento consiste nella psicoterapia cognitivo-comportamentale, in associazione a farmaci nei casi più gravi.

Anche i social giocano un ruolo, accentuando il problema nella società di oggi.

Super modelle e fisici scolpiti non aiutano, e possono distorcere il modo di concepire la società e l’aspetto fisico umano. Bisogna dire che il fisico scolpito non è stato premiato dalla selezione naturale, quel processo di scrematura evolutiva dei geni che fanno aumentare la probabilità di sopravvivenza.

Tendiamo ad ingrassare anziché perdere massa grassa per gli svantaggi legati ad un corpo troppo definito. Non ci avrebbe permesso di sopravvivere in epoche più remote: intolleranza al freddo, carenza di riserve energetiche, tendenza ad ammalarsi, ma soprattutto suscettibilità nei combattimenti.

Del resto gli impavidi gladiatori romani, che dovevano avere un fisico adatto alla lotta, erano definiti mollicci dallo stesso medico greco Galeno, per lo strato di grasso che copriva i loro muscoli. Un po' più di massa grassa proteggeva organi e muscoli del gladiatore. Ferite e tagli risultavano meno dannosi rispetto al fisico scolpito, che invece sgorgava sangue al primo colpo.

Se sedentarietà e dieta sregolata sono negativi per la salute, e ciò lo dimostra incidenza e prevalenza delle malattie croniche di oggi, dall’obesità alla sindrome metabolica, anche i comportamenti all’estremo opposto possono rivelarsi tali.

L’obiettivo della dieta e del percorso alimentare non dovrebbe essere sempre la definizione e il perfetto dimagrimento, quanto più l’acquisizione di sane e solide abitudini alimentari nel tempo, che ci permettono di vivere più a lungo, in salute, e con gioia.

Il poeta latino Orazio direbbe aura mediocritas, l’equilibrio sta in mezzo: il saggio navigatore non si spinge troppo in alto mare né rasenta il lido pericoloso.

Dott. Samuele Valentini
 

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