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Indino contro le chiusure di Natale: "Siamo allo stremo, governo incapace. Moriremo di debiti"

Il n.1 della confcommercio Rimini: "in Germania si sono organizzati bene"

Attualità Rimini | 17:28 - 17 Dicembre 2020 GIanni Indino, presidente Confcommercio Rimini GIanni Indino, presidente Confcommercio Rimini.


Gianni Indino tuona contro le ipotesi di zona rossa in Italia nei festivi e prefestivi. Il presidente della confcommercio di Rimini accusa: "Siamo allo stremo, se non sarà il virus ad ucciderci, saranno i debiti che via via si accumulano per colpa di un governo incapace di mettere in campo soluzioni efficaci che tengano conto dell’enorme difficoltà in cui versano imprese, i lavoratori e le famiglie del nostro Paese". I ristoratori confidavano nelle prenotazioni arrivate per Natale e il 26 dicembre, qualcuno era pronto al capodanno a mezzogiorno, ma gli stessi commercianti, evidenzia Indino, "avrebbero potuto mitigare un po’ il crollo dei consumi con la voglia di fare shopping natalizio".  

La delusione di Indino non è solo per la "serrata" natalizia, ma anche per le modalità di decisione e comunicazione: "Purtroppo i legislatori non capiscono quali sono le modalità necessarie ad attivare un’impresa: come ribadiamo da tempo, servono i tempi per organizzare il lavoro, la spesa, la chiamata dei dipendenti". L'esempio da prendere in positivo è quello della Germania: "Hanno deciso per un lockdown pesante per le festività, ma lo hanno deciso in tempo e hanno già adeguatamente sostenuto le imprese colpite. In più si sono organizzati per aprire spazi come le fiere per somministrare i vaccini alla popolazione". Al contrario, il governo italiano "chiude, apre, richiude, senza un’organizzazione definita, lasciando nella totale incertezza persone e imprese, promettendo ristori che, come nel caso del contributo per le spese di sanificazione, dal 60% è diventato una mancetta che copre circa il 9%". 

Indino parla di comparto dei pubblici esercizi "al collasso", il commercio al dettaglio "è a rischio", "senza dimenticare agenzie viaggio, bus turistici, strutture ricettive, guide turistiche, tutto ciò che ruota attorno al turismo che non c’è più".  La Confcommercio sta pressando il governo "con richieste per la sopravvivenza, dalla moratoria fiscale ad un intervento massiccio e con meno vincoli da parte degli istituti di credito, fino ai ristori economici a fondo perduto adeguati a superare questo momento drammatico", ma al momento gli esiti di questo "pressing" non sono positivi.  L'appello finale è sulle vaccinazioni: "Sappiamo che la ripresa andrà di pari passo con le vaccinazioni. Almeno su quello facciamoci trovare pronti: abbiamo perso tanto tempo e non possiamo perdere anche il treno che porterà fuori dalla pandemia”.