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Pescatori siciliani rilasciati dopo sequestro in Libia: il plauso di Cattolica

L'amministrazione comunale aveva avviato un'iniziativa simbolica

Attualità Cattolica | 13:47 - 17 Dicembre 2020 I pescatori rilasciati I pescatori rilasciati.


Il felice epilogo della vicenda dei pescatori mazaresi, sotto sequestro in Libia, ha superato la necessita di una mobilitazione simbolica prevista per questa sera. L'amministrazione comunale di Cattolica, vicina alla comunità di Mazara del Vallo, si era attivata per creare un “ponte” simbolico con la Sicilia. L'iniziativa era stata promossa dal Comune di Trapani, a nome del Sindaco Giacomo Tranchida, in segno di solidarietà con le famiglie dei 18 pescatori siciliani, ingiustamente, rimasti sotto sequestro in Libia dall’inizio di settembre. Fortunatamente, è giunta in queste ore, la notizia della loro liberazione grazie al lavoro dell’Aise (l'Agenzia informazioni e sicurezza esterna) e di tutto il corpo diplomatico impegnato per riportarli a casa.

L’amministrazione cattolichina aveva organizzato per questa sera, 17 dicembre 2020, un'iniziativa simbolica: concluso il turno di lavoro, le luci all’interno di Palazzo Mancini sarebbero rimaste accese a rappresentare un segno di veglia ed insieme di speranza. A rafforzare questa iniziativa era arrivato pure l’impegno della Cooperativa Casa del Pescatore. Anche quest’ultima avrebbe lasciato accese le luci dell’androne della propria sede, nel palazzo di via Toti, così come sarebbe avvenuto per il punto vendita di materiale nautico di via Andrea Costa.

“Innanzitutto siamo felici per il rilascio dalla Libia dei 18 pescatori – spiega il sindaco Mariano Gennari – e siamo convinti, nonostante non sia più necessario lasciare accese le luci di Palazzo Mancini, che bisogna ugualmente tenere alta l’attenzione sul tema delle acque territoriali che restringono il campo di lavoro dei pescatori italiani. I nostri concittadini, vista la secolare tradizione marinara di Cattolica, possono ben comprendere cosa significhi l'uscita in mare dei pescatori, i pericoli che corrono rischiando anche la vita, per sostenere le proprie famiglie. Affetto e sostegno alla comunità mazarese e sopratutto alle famiglie dei pescatori che erano stati privati della libertà dall'inizio di settembre”.

 

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