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Il Comune di Rimini vieta l'affissione di manifesti contro pillola abortiva 

La scelta della giunta: "Falso, fuorviante e ingannevole. Il farmaco è sicuro"

Attualità Rimini | 12:04 - 17 Dicembre 2020 La pillola abortiva RU486, immagine di Buyabortionpillrx via Wikimedia Commons La pillola abortiva RU486, immagine di Buyabortionpillrx via Wikimedia Commons.


La giunta del Comune di Rimini vieta l'affissione dei manifesti contro l'uso della pillola abortiva perché recanti un messaggio "falso, fuorviante e ingannevole". Lo racconta il Corriere di Romagna in edicola questa mattina. Era stata l'associazione Pro Vita e Famiglia a fare domanda in varie città d'Italia per l'affissione pubblica di cartelli contro l'uso della pillola Ru 486. I manifesti ritraggono una donna a terra apparentemente priva di coscienza con in mano una mela addentata e la scritta "Prenderesti mai del veleno? Stop alla pillola abortiva Ru 486. Mette a rischio la salute e la vita della donna e uccide il figlio nel grembo".

La giunta riminese sottolinea che "la definizione di 'veleno' per un farmaco approvato dall'Ema e dall'Aifa, giudicato quindi sicuro dalle massime autorità in materia, rappresenta una comunicazione falsa, fuorviante e ingannevole e non sostenuta da fatti accertati". La pubblicità, per l'amministrazione, "costituisce una comunicazione distorsiva della realtà" e crea "un falso allarmismo senza il supporto dei fatti".


Contro la scelta della giunta si scaglia il consigliere regionale della Lega Matteo Montevecchi: “Questa è una censura ideologica, perché la falsità del messaggio non è quello di Pro Vita, ma di chi cerca di accelerare sempre di più il processo di desacralizzazione della vita umana e di banalizzazione dell’aborto come se non si trattasse nemmeno più di un dramma. Ben venga invece il confronto affinché possa finalmente passare il messaggio che quella pillola non è affatto una caramella, non è innocua e indolore e che l’aborto non è un metodo contraccettivo”.
 

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