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Covid, proposta San Marino: chi non vuole vaccinarsi e si ammala, pagherà le cure

La sanità sammarinese per i cittadini del Titano è totalmente gratuita. Ma in Repubblica è una soluzione per i 'no vax'

Attualità Repubblica San Marino | 16:08 - 14 Dicembre 2020 Vaccino anti Covid Vaccino anti Covid.

A San Marino i cittadini che sceglieranno di non fare il vaccino per il Covid-19, quando questo sarà disponibile, gratuito ma non obbligatorio, dovranno pagarsi le cure di tasca propria qualora dovessero ammalarsi per il Coronavirus. E' questa la proposta del segretario di Stato Roberto Ciavatta, su cui il governo sammarinese, il Congresso di Stato, sta ragionando e prenderà in breve tempo una decisione.

"Gli esperti della commissione vaccini dell'Istituto di sicurezza sociale, si sono detti d'accordo - ha precisato il ministro Ciavatta - Il vaccino a San Marino sarà gratuito e disponibile per la popolazione e qualora si decida di non sottoporsi per scelta e non perché si fa parte di categorie escluse, come ad esempio gli allergici o per altri motivi sanitari, allora si dovranno pagare le cure per un eventuale contagio".

La sanità sammarinese per i cittadini del Titano è totalmente gratuita. Ma in Repubblica una soluzione per i 'no vax' la si era già trovata qualche anno sulle vaccinazioni dei bambini.
L'ordinamento sammarinese (legge 23 maggio 1995 n. 69- Art.7 al titolo Obiezioni) stabilisce infatti che i genitori dei bimbi non vaccinati debbano accendere un'assicurazione per danni contro terzi. "I vaccini a San Marino arriveranno dall'Italia - continua Ciavatta - sarà il ministero della Salute italiano che stornerà per noi una quota parte e quindi anche i tempi di vaccinazione della popolazione sammarinese seguiranno quelli italiani". Va da sè che San Marino avrebbe potuto acquistarli direttamente, un po' come ha fatto la Gran Bretagna, ma per vicinanza territoriale si è optato per seguire l'Italia.

Sull'affermazione del segretario di Stato si è sollevato un polverone. L'associazione Salute attiva le definisce «affermazioni gravi, soprattutto se fatte di fronte a un vaccino sperimentale. Prevedere l'obbligatorietà sarebbe illogico non conoscendo ancora effetti a medio e lungo termine, e peraltro se valesse il principio espresso da Ciavatta dovremmo applicarlo a quei comportamenti che dimostratamente provocano malattie o incidono sulla sanità pubblica, uno su tutti il fumo da sigaretta. Il servizio erogato dall'Iss è un diritto inalienabile e peraltro pagato dai cittadini».