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Processo Aeradria, scatta la prescrizione per gran parte delle accuse, fuori definitivamente Ravaioli e Fabbri

I beni immobili pari a 650 mila euro sottoposti a sequestro ritornano in possesso degli imputati

Attualità Rimini | 10:15 - 12 Dicembre 2020 Processo Aeradria Processo Aeradria.

Si è concluso uno stralcio del processo Aeradria e per gran parte degli imputati, sebbene sperassero di essere assolti, è sopraggiunta la prescrizione. Escono dal processo l’ex sindaco Alberto Ravaioli e l’ex presidente della provincia Nando Fabbri, fuori, salvo un capo d’imputazione, il sindaco Andrea Gnassi, Lorenzo Cagnoni e Manlio Maggioli. Restano a processo a vario titolo anche Stefano Vitali, Mario Formica, Massimo Pironi, Fabio Rosolen e Santo Pansica: l’udienza è prevista il 26 gennaio. In riferimento al reato più grave di tutto il processo, la truffa aggravata, appunto, per il conseguimento di erogazioni pubbliche, erano stati eseguiti dalla Guardia di Finanza di Rimini sequestri di beni mobili e immobili per circa 650 mila euro, che ritornano nella disponibilità degli imputati.
 

Così l’avvocato del sindaco Andrea Gnassi, il Prof. Nicola Mazzzacuva: “Nella giornata odierna il Tribunale di Rimini ha pronunciato sentenza liberatoria nei confronti del patrocinato Andrea Gnassi in ordine ai fatti contestati sulla vicenda cosiddetta ‘Aeradria’, risalenti addirittura a 14 (2006) e 9 (2011) anni fa, disponendo altresì il dissequestro di tutti beni. Sentenza liberatoria chiesta, peraltro, dallo stesso Pubblico Ministero. Si conclude così per l’assistito il procedimento sui predetti fatti processuali, ricordando ancora che numerose ulteriori imputazioni erano già state oggetto di una sentenza pienamente assolutoria pronunciata dal GUP del Tribunale di Rimini nel 2017”.

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