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Scontro tra clan della camorra nel Riminese: dieci condanne, sette anche per mafia

Si tratta dei componenti dei gruppi criminali sgominati dall'indagine della Dda lo scorso anno

Cronaca Rimini | 13:27 - 10 Dicembre 2020 L'operazione Hammer durante l'esecuzione delle misure di custodia cautelare in carcere e ai domiciliari L'operazione Hammer durante l'esecuzione delle misure di custodia cautelare in carcere e ai domiciliari.


Dieci condanne, di cui sette anche per il reato di associazione a delinquere di stampo mafioso. È la sentenza in rito abbreviato pronunciata a Bologna dal gup Grazia Nart nel processo a carico degli appartenenti a presunti gruppi di camorristi attivi su Rimini, sgominati da un'indagine della Direzione distrettuale antimafia (Dda) che a ottobre del 2019 portò all'emissione di misure di custodia cautelare al culmine dell'operazione Hammer. Ci è voluto poco più di un anno per arrivare a dare una definizione e una svolta alle indagini, che hanno permesso di ricostruire lo scontro tra due fazioni criminali per il controllo del territorio.

Ciro Contini, è stato condannato a 20 anni, Antonio Acampa, suo braccio destro, a 12 anni e 8 mesi. Sedici anni poi per Armando Savorra e Cosimo Nicolì, tredici per Fabio Rivieccio, 12 anni e quattro mesi per Pasquale Palumbo, otto anni e quattro mesi per Francesco Capasso, otto anni e otto mesi per Massimiliano Romaniello, nove anni, sei mesi e 20 giorni per Antonino Di Dato, cinque anni e quattro mesi per Giuseppe Ripoli.
 

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