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La storica croce torna a svettare sul Sasso Simone

Un simbolo divenuto anche punto di incontro fisico per le popolazioni di tre regioni

Attualità Carpegna | 12:16 - 10 Dicembre 2020 Il momento del riposizionamento della croce Il momento del riposizionamento della croce.

Si è concluso con successo il delicato iter di restauro e riposizionamento della storica croce metallica realizzata dalla Comunità di Sestino nel 1913 che rovinò a terra in seguito ad un impetuoso maltempo nell’inverno del 2017.

Grazie all’impegno e alle forze dell’Esercito Italiano e del Comando AVES di Viterbo che attraverso l’esperienza dei suoi piloti hanno domato  il maltempo, la croce è tornata sull’originario basamento posto sulla vetta del Sasso a 1204 slm.

Il Presidente del Parco Interregionale del Sasso Simone e Simoncello, Lino Gobbi esprime grande riconoscenza verso tutti coloro che si sono adoperati per portare a termine questo intervento di notevole rilevanza simbolica per le comunità che ancora oggi insistono ai piedi e attorno al Sasso, autentico simbolo del Parco Interregionale. La croce del Sasso infatti, non rappresenta unicamente  un simbolo religioso ma un vero e proprio emblema di comunità, espressione sociale  di un territorio e del suo felice equilibrio tra le dinamiche che in esso hanno convissuto e continuano a convivere; la primordiale Abbazia, l’insediamento della città medicea del Sole, un ricco riferimento naturale per i pascoli e l’allevamento del bestiame,  il luogo geografico dove tre regioni si uniscono, il punto di arrivo per l’escursionista odierno ed il riferimento  geodetico che racchiude oggi per le forze militari.

“Riportare in piedi la croce sul Sasso rappresenta oggi l’effetto concreto di una fattiva collaborazione e la testimonianza che la volontà riesce a ricavare il meglio da ogni esperienza e sensibilità. Un sincero ringraziamento va fatto  al Comune di Sestino, riferimento amministrativo e culturale del territorio del Sasso Simone e al suo primo cittadino Franco Dori, alla Regione Toscana quindi, e all’Unione dei Comuni Montani della Valtiberina nonché al Comune di Carpegna. Ringraziamenti speciali spettano però a coloro che hanno saputo interpretare concretamente le difficoltà operative e logistiche di questo intervento: il Comandante Angelo Michele Ristuccia del Comando Vittorio Veneto, il Generale di Corpo d’Armata Carlo Lamanna ed il Capitano Francesco Corallo, Comandante del Poligono Militare di Carpegna. Sono numerosi anche i tecnici ed i volontari che a diverso titolo si sono prestati al recupero dell’opera come la ditta Fattori di Carpegna che ha compiuto il restauro, l’Impresa Davide Paggetti di Sestino, l’Officina Meccanica Piccini di Ponte Presale, l'azienda Rosss di Bettini Rossano da Mugello ed i numerosi allevatori e uomini che volontariamente  hanno collaborato.

Il Parco Interregionale del Sasso Simone e Simoncello – sottolinea ancora il Presidente Lino Gobbi- ha portato avanti con convinzione l’opera di cucitura e di raccordo delle diverse realtà coinvolte, ritenendo fondamentale il recupero e la restituzione di un simbolo divenuto anche punto di incontro fisico per le popolazioni di tre regioni.
 

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